COSA FA TUO FIGLIO SU INTERNET?

"Nel Nord Italia il 95,7% degli adolescenti usa Internet tutti i giorni e l’80% di essi ha un profilo su un social network come Facebook. ... La diffusione dell’uso di chat, servizi di messaggistica istantanea e social network, oltre a stimolare la nascita di nuovi linguaggi, sta influenzando pesantemente il comportamento dei ragazzi..."

Lo scorso 25 maggio il dottor Paolo Bozzato è stato invitato in qualità di relatore alla conferenza per genitori ed altri educatori “Cosa fa tu figlio su internet?”, organizzata dall’Associazione Forseti (che si propone di divulgare la cultura informatica nel territorio insubrico) e patrocinata dal Comune di Varese. L’iniziativa, che si è svolta presso la prestigiosa Sala Montanari all’interno della Palazzina della Cultura in Via Bersaglieri a Varese, era volta ad avvicinare gli adulti alla generazione dei cosiddetti “nativi digitali” (bambini e ragazzi nati e cresciuti nell’era di Internet), focalizzando i contenuti sul ruolo educativo della famiglia e della scuola.

I dati parlano chiaro: nel Nord Italia il 95,7% degli adolescenti usa Internet tutti i giorni e l’80% di essi ha un profilo su un social network come Facebook (ricerca svolta da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro). La diffusione dell’uso di chat, servizi di messaggistica istantanea e social network, oltre a stimolare la nascita di nuovi linguaggi, sta influenzando pesantemente il comportamento dei ragazzi.

In Svizzera il 52% dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni ha dichiarato di essere stato molestato, offeso o minacciato su Internet, il 46% degli adolescenti intervistati mette in rete fotografie e immagini personali, solo il 33% dichiara di essere disponibile, in caso di molestie sul web, a parlarne con i genitori (indagine svolta da Microsoft).

Ecco perché l’importanza di diffondere tra madri e padri, insegnanti e altri educatori la conoscenza dei rischi delle nuove tecnologie, accanto a quella delle loro potenzialità, facendo passare il concetto di una cultura scientifica applicata alla vita quotidiana.

Tra i rischi legati all’uso di Internet ricordiamo l’adescamento di minori da parte di pedofili in chat o nei social network, il cyberbullismo (ripetute minacce e/o offese ricevute on-line), i siti con materiale pornografico e violento, le pubblicità ingannevoli indirizzate ai minori, il rischio di dipendenza tecnologica (minori che trascorrono troppo tempo su Internet, trascurando impegni scolastici, familiari e sociali).

Che cosa possono fare i genitori? La conoscenza da parte di padri e madri di Internet (di come funziona, dei rischi e delle possibilità che offre) è il primo strumento di prevenzione. Posizionare il computer non nella cameretta dei ragazzi, ma in un luogo visibile anche agli adulti (come il soggiorno o il corridoio), permette ai genitori di controllare quello che i figli fanno quando sono on-line e può scoraggiare i ragazzi dal visitare siti vietati ai minori.

Ci sono provider (fornitori di servizi Internet) e software che consentono di attivare filtri per impedire ai ragazzi di accedere a siti e chat non adatti a loro. E’ importante costruire insieme ai figli regole chiare (meglio se scritte) e condivise per navigare in Internet. Naturalmente, poi, queste regole devono essere fatte rispettare, prevedendo sanzioni nel momento in cui non vengono rispettate. Anch’esse devono essere chiare e definite in anticipo.

Coltivare un buon dialogo con i figli è il modo migliore per difenderli dai pericoli che si possono incontrare on-line. Prendersi il tempo per parlare con loro di come usano Internet, di cosa vedono e di cosa pensano dei siti visitati, li aiuta a sviluppare un maggior senso critico. E’ questa una facoltà che fa parte delle cosiddette life skills, ossia delle abilità ritenute “utili alla vita” dall’Organizzazione Mondiale dalla Sanità.

Paolo Bozzato è psicologo e psicoterapeuta a Varese e docente presso la Fasum Academy, accademia svizzera di Cadempino che si occupa di formazione accademica nell’ambito delle scienze umane, artistiche e multimediali.