Una mostra per il weekend: Per Kirkeby a Mendrisio

I luoghi dell’anima del grande maestro scandinavo in mostra al Museo d'Arte di Mendrisio

Senza titolo (Groenlandia), 2011

Senza titolo (Groenlandia), 2011 gouache su carta, 21 x 28 cm Courtesy Bo Bjerggaard Galleri, Copenaghen

La mostra al Museo d'Arte di Mendrisio e che si è aperta il 2 Ottobre scorso, si propone di ripercorrere trent’anni di carriera artistica di Per Kirkeby, il grande artista danese, un artista che, forse, in prima battuta, non sembra particolarmente noto al grande pubblico, ma che è un vero artista a tutto tondo: in vita fu scultore, pittore, scenografo, costumista, scrittore, poeta e performer.
Fra le sue numerose opere vengono proposte per la prima volta in Svizzera trentatré tele di grandi dimensioni, trenta opere su carta, sei sculture: una sintesi unica del suo lavoro.
 
Il Museo di Arte di Mendrisio mette in luce, attrraverso una selezione di opere accurata e ampia, la sua stagione lirico-informale, legata ai paesaggi esplorati durante i suoi lunghi viaggi, e caratterizzata dalla sue opere di grandi e grandissime dimensioni.

La vita e l'opera di Kirkeby ha percorso quasi l’intero Ventesimo secolo, attraversato da correnti artistiche disparate, ed egli stesso passa attraverso varie influenze, per culminare, a partire dagli anni Ottanta, in un avvicinamento a un’arte più informale e materica, che gli permette di adottare un proprio linguaggio personalissimo, fortemente ispirato alla natura. Le opere su carta rappresentano, in particolare, la suggestiva natura della Groenlandia tradotta in acquerelli, che vanno dagli anni Cinquanta al 2000. Sono come appunti di viaggio in forma pittorica, e parlano, oltre che dell’amata Groenlandia, di Egitto, Messico, Nuova Zelanda.

La mostra, la prima in area di lingua italiana, quindi non solo in Ticino e Svizzera, è una grande retrospettiva sull’artista scandinavo, e permetterà a molti di avvicinarsi alla sua arte, oggi conservata in grandi collezioni pubbliche e private, e in quest’occasione esce un importante catalogo con un testo critico di Sigfried Gohr, il maggiore studioso dell’opera di Kirkeby, Erik Steffensen, curatore di recenti esposizioni, e schede tecniche sulle opere in mostra.

Per Kirkeby,  punto di riferimento per un’intera generazione di artisti dagli anni Sessanta del Novecento ad oggi, è per formazione accademica un geologo: laureatosi in geologia artica all’Università di Copenaghen, egli partecipò a molte spedizioni geologiche in Groenlandia, al Circolo Polare Artico e in America Centrale.

Questa sua passione per la scienza è da tenere sempre in considerazione per meglio comprendere sia le sue opera che l’intero percorso artistico.

Il frutto delle sue collaborazioni scientifiche, tramutatosi in arte, è particolarmente evidente al Museo Geologisk di Copenaghen, il cui atrio e scalone di ingresso sono stati decorati dallo stesso Kirkeby, così come nel cortile interno è collocato un frammento di meteorite riportato dall’artista-geologo da una spedizione al Circolo polare Artico.

A soli ventiquattro anni, Per Kirkeby si iscrive e alla Scuola d’arte Sperimentale di Copenaghen e prende parte alla prima mostra allestita dalla scuola. Kirkeby è un artista a tutto tondo: nel 1966, a 28 anni, espone una serie di sculture, pubblica poesie, il suo primo romanzo e una ricca serie di saggi sull’arte e, non pago di tutto questo fervore artistico, partecipa a performance pubbliche. È dello stesso anno anche la sua prima scultura di mattoncini rossi.

Negli anni seguenti, Per Kirkeby si cimenta anche con il cinema, realizzando numerosi film e arrivando a partecipare, nel 1977, alla biennale di Venezia. Insegna per diversi anni in Germania, a Karlsruche, e in quegli anni è presente a Documenta, l’importante rassegna tedesca, con proprie opere. In seguito insegna a Francoforte, fino al 2000.

Nel frattempo, oltre alle sculture, ai dipinti, ai film, si occupa anche di scenografie e costumi per il teatro, in particolare, nella seconda metà degli anni Novanta, ne crea per il Teatro Reale di  Copenaghen e per il New York City Ballet.

Pubblica numerosi testi sull’arte dell’Ottocento e del Novecento: Turner, Munch, Rodin, Cèzanne fra gli altri.

Numerosissime le sue mostre personali, fra le quali, di notevole rilievo, quella del 1998 alla Tate Gallery di Londra e quella del 2009 alla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf.

 

Informazioni:

www.mendrisio.ch/museo

museo@mendrisio.ch

tel. +41. 058.688.33.50

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