Editoriale Yor Milano - Marzo 2013

Per “ul BATACC” garantire una continuità alla nostra lingua è sempre stata un’ esigenza primaria e statutaria, ma da tempo, per dare una veste più attraente e curiosa alla nostra rivista, offriamo un ventaglio di notizie per far risaltare tutte quelle attività culturali che nascono sul nostro territorio e che meritano di essere menzionate. È anche importante accendere i riflettori sui vari personaggi di casa nostra che hanno qualcosa da trasmetterci, sui prodotti della nostra terra, sulle curiosità turistiche meno note ma non per questo meno attrattive.

Pensiero ad alta voce del nostro Presidente

Uno dei tanti esempi è l’archivio audiovisivo di Capriasca e Val Colla, nato nel 2007, che intende raccogliere, salvaguardare e riconsegnare alla popolazione e a tutti gli interessati, immagini e testimonianze registrate su nastro che costituiscono la memoria collettiva della nostra regione. 5000 fotografie e 100 ore di registrazioni a disposizione di chi si interessa del “come eravamo”.

È il risultato di un’operazione che dovrebbe essere ripetuta su tutto il territorio, proprio per l’indotto che ha creato attorno a sè: gli allievi invitati a rastrellare gli “spazzacà” per portare a scuola tutto il materiale fotografico ed eventuali registrazioni, di nonni, parenti e amici, in grado di raccontare, in modo efficace, una realtà ormai lontana. Per saperne di più, abbiamo intervistato il presidente dell’archivio, Nicola Arrigoni.

L’appuntamento con la musica vede i riflettori puntati su quel fenomeno di Marco Zappa, un vero menestrello di casa nostra, che da quasi mezzo secolo continua a meravigliarci. Ad arricchire la galleria di personaggi di rilievo del mondo dell`arte, in questo numero, troverete lo scultore Nag Arnoldi, che ci ha ospitati nella sua villa di Comano.

Scoprirete altre proposte alternative ed appuntamenti a sorpresa che rendono attrattiva e ricercata la nostra rivista in quanto in grado di porgere la cultura alla portata di tutti.

Ora però voglio parlarvi dell’esperienza che sto vivendo nel campo del reclutamento di nuovi simpatizzanti (CHF:50.-/anno) e nuovi sostenitori (CHF.100.-/ anno), linfa vitale per il TEPSI. Ho pensato di partire con questa campagna di sensibilizzazione dal mio comune di domicilio: Cureglia. Ho passato a tappeto tutto il comprensorio.

Il contatto è telefonico e personale: mi annuncio, chiedo scusa per il disturbo… All`inizio c’è una certa perplessità mista ad una certa diffidenza: “Al sa domandarà cosa ‘l vör ul Yor Milano da st’ora!” e qui, di solito, c’è una prima risatina, la diffidenza scompare perché mi hanno riconosciuto. Di seguito rivelo che si tratta di un sondaggio e faccio la domanda preliminare: “vialtri ga tegnuv al dialett ?”... Se la risposta è “si”, spiego la ragione della mia telefonata. Una buona percentuale di persone aderisce subito all’iniziativa. La cosa è ancor più apprezzabile perché il periodo non è certo favorevole per infilarmi nei panni di “fra cercotto”, la crisi è palpabile!

Ragione in più per sottolineare quanto la nostra gente ci tenga al dialetto ed è determinata a non farlo morire.

Se me lo permettete, ci prendiamo un merito: quello di essere riusciti ad estrapolarla, questa determinazione, perché tendenzialmente, noi, ci lamentiamo per un torto subìto, ne diciamo di tutti i colori ma poi subentra una atavica rassegnazione, un ancestrale tendenza ad accettare l’ infausto destino, perché tanto non c’è nulla da fare. Noi abbiamo proposto invece una soluzione che è piaciuta moltissimo e tutti si mettono a salire in groppa a questa iniziativa, al nostro fianco; diventa una vera e propria crociata in difesa della nostra lingua.

E da come l’iniziativa è partita, c’è da preventivare un successo assicurato !
Mi rivolgo quindi a chi già ha accettato di salire sulla barca del TEPSI e anche a tutti coloro che ci leggono e ne hanno tutta l’intenzione: GRAZIE….!
Grazie per il vostro entusiasmo che mi gratifica tantissimo, sopratutto quando mi dite: “Yor, mòla mia!”... È l’incentivo più gratificante “No, che mòli mia, ga mancaréss!”

Comunque statemi tutti e sempre vicino e, insieme, faremo miracoli.

E ricordatevi che:

Ul dialett l’è mia mort, l’è püssé viv che mai...ma al pica a la tua
porta parché al gh’a bisögn da ti

frill

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