Gli odori, l’olfatto, la memoria olfattiva: una mostra interattiva insegna a riconoscere profumi e puzze e comprendere l’importanza di questo senso

Che importanza hanno gli odori, di qualunque tipo essi siano, per la vita umana? E per gli animali? Ed è vero che i bebè hanno un profumo particolare? O che l’odore di un’altra persona può farci innamorare?

A questi e a mille altri interrogativi tenta di dare una risposta, in modo interattivo e coinvolgente la mostra Ficcanaso in città, presso Villa Saroli a Lugano. Non solo risposte a domande sull’importanza di un senso come l’olfatto, che è il più potente fra i sensi per la memoria, per esempio ma anche domande più pratiche: come si producono i profumi?

100 odori accolgono i visitatori e, a quanto pare, l’idea, e il poter annusare, piace molto: in poco più di un mese e mezzo più di 2000 persone hanno annusato i cento odori proposti nelle sale: un grande successo di pubblico che ha fatto sì che venissero proposte anche attività collaterali.

Ma l’olfatto che cos’è? Nel regno animale esso rappresenta un efficace strumento per l'acquisizione di informazioni dall'ambiente esterno. Molte specie animali attraverso la percezione degli odori riescono a procacciarsi il cibo, a ricercare la compagna, a delimitare il proprio territorio.

Secondo il sociobiologo Edward W. Wilson, gli odori rappresentano la forma di comunicazione più antica avvenuta tra le cellule ancestrali di batteri primordiali, i primi segnali emersi nell'evoluzione della vita. Per gli antichi greci, fra i quali Aristotele, esso rappresentava il senso più difficile da definire, poichè lo vedevano come una via di mezzo tra i sensi di contatto, ovvero gusto e tatto, e i sensi di distanza, ovvero vista e udito.

Nell'antica Roma invece il naso era ritenuto un organo di giudizio infallibile, l'olfatto un senso che non solo non poteva essere ingannato ma che, anzi, molto spesso portava alla luce gli inganni. Secondo Lucrezio le oche del Campidoglio avrebbero salvato Roma nel 390 a.C. perchè avrebbero avvertito l’odore dei Galli, prima ancora di vederli, e perciò avrebbero lanciato l'allarme.

L'odore è un segno rivelatore di identità. A differenza dei segni fisici che necessitano visibilità e vicinanza, l'odore può rivelare l'identità o la presenza di un soggetto anche a distanza.

In latino sagax è chi ha un odorato fine, sagace è, dunque, chi ha buon naso e sagax per definizione è il cane. L'acutezza olfattiva a Roma è un'intelligenza indiziaria, un metodo di indagine conoscitiva. L'olfatto indica un'intelligenza diversa dallo sguardo razionale, un'intelligenza intuitiva ed esperienziale.

Più tardi, nel Medioevo e nel Rinascimento, da una parte un odore sgradevole denotava l'uomo peccatore, mentre i Santi avevano un odore gradevole, il cosiddetto odore di Santità, dall’altro si condannava l’uso di profumi da parte di donne e uomini in quanto artificio, e come tale passibile di far cadere nell’inganno. Una vera e propria contraddizione, che da sempre contraddistingue il rapporto umano con gli odori. Che hanno assunto valori diversi, legati a pratiche magiche, religiose di igiene, di salute. Ma anche valori sociali di distinzione di classe, di razza, di professione. E venivano utilizzati nell’antichità dai medici per distinguere le persone sane da quelle ammalate. Non solo, si credeva anche che degli odori intensi potessero combattere pestilenze e infezioni, quando non spostare gli organi.

È solo dal Sedicesimo secolo che la vista assume un ruolo quasi totalizzante, come il massimo esponente fra i cinque sensi: Galileo Galilei, Cartesio, Boyle, Newton erano affermavano che la vista è l’unico senso che permette di conoscere in modo oggettivo le proprietà della sostanza corporea, mentre gli altri sensi danno informazioni soggettive sulle qualità delle sostanze. E all’olfatto venne riservato il ruolo di preponderante per l’uomo allo stato selvaggio, il passaggio alla civilizzazione lo vede lentamente affievolirsi nella sua importanza come mezzo conoscitivo e d evoluzione dell’umanità. Non solo, venne umiliato come il senso che poteva causare istinti primordiali e quindi da condannare. Nel diciottesimo secolo, all’affermarsi della borghesia e dell’urbanizzazione, cominciò la guerra agli odori: essa portò a opere di bonifica di aree malsane e all’adozione delle fognature, ma anche a un progressivo diminuire dell’importanza dell’olfatto, che portò a un Novecento di uomini “senza naso”, come li definì Italo Calvino, ovvero uomini incapaci di distinguere fra odori e profumi.

Con la progressiva rimozione della concezione degli odori come fonte di peccato e della concezione negativa del corpo e dei piaceri dei sensi nei tempi moderni, si è ristabilito il valore dell’olfatto come senso importante, e sono nate moltissime aziende che si occupano di aromaterapia e di profumazione d’ambiente, non più volta solo alla copertura degli odori, quanto al dare una connotazione olfattiva propria agli ambienti, fino ad arrivare al marketing olfattivo, con l’idea di fondo che sia importante legare il prodotto, il servizio o l'evento che si intende promuovere, ad odori dal forte impatto emotivo.

E per coinvolgere l’acquirente il marketing emozionale gioca sulla memoria olfattiva: la zona del cervello che elabora le informazioni provenienti dal naso coincide, da una parte, con il sistema limbico o cervello viscerale, comprendente l'ippocampo e l'amigdala (le strutture più arcaiche del nostro encefalo, che controllano emozioni, stati d'animo, istinti, appetiti, ivi compreso l'appetito sessuale); dall'altra parte, coincide con il talamo ed alcune aree della neocorteccia frontale, coinvolti nell'interpretazione cognitiva dello stimolo olfattivo. Tutte queste aree integrano le diverse informazioni sensoriali e conferiscono all'odore una connotazione affettiva, favorendo così la conservazione del ricordo.

Non a caso lobo limbico e sistema limbico sono ampiamente coinvolti nei processi di memorizzazione. Il sistema limbico è costituito da un insieme di strutture collegate in un sistema che media memoria, comportamento ed emozioni. L'ippocampo è coinvolto nel consolidamento della working-memory a breve termine e nella memoria a lungo termine.

Secondo gli scienziati l'esperienza delle emozioni legata all'odore è alla base del processo di apprendimento degli organismi viventi dotati di olfatto. È così importante per la sopravvivenza, che le memorie olfattive sono tramandate per via genetica, di generazione in generazione.

L'esposizione per conoscere odori e olfatto è aperta a Villa Saroli tutti i sabati e le domeniche fino al 19 giugno 2016, dalle 14.00 alle 18.00. Durante l'estate (23 giugno-4 settembre 2016) l'esposizione sarà aperta giovedì, venerdì, sabato e domenica, sempre dalle 14.00 alle 18.00.

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