Il Tour de France passa per la Svizzera, un Paese per ciclisti

Con i suoi passi alpini mozzafiato, con i suoi percorsi straordinari lungo le vie d’acqua svizzere e nella pianure verdeggianti, la varietà del paesaggio svizzero esercita da lungo tempo il suo fascino su ciclisti locali e internazionali. Perfino il segretario di stato degli U.S.A., John Kerry, non ha saputo resistere alla tentazione di un Paese che offre tante possibilità per fare cicloturismo.

Il Tour de France 2016 quest’anno ha inserito due tappe in territorio elvetico, richiamando l’attenzione mondiale dei fans del ciclismo sul nostro Paese come luogo ideale per i ciclisti. Era dal 2012 che il Tour non tornava in Svizzera, e a quei tempi in territorio elvetico si svolse una sola tappa, l’ottava, che terminò a Pruntrut.

Dal 18 luglio ad oggi l’attenzione del pubblico internazionale è stata puntata su Berna e sull’area del Vallese, dove i ciclisti più veloci del mondo si sono sfidati nelle due tappe svizzere. La sedicesima tappa ha visto i ciclisti attraversare la città vecchia di Berna, sito UNESCO, per terminare vicino allo Stade de Suisse, e, dopo la pausa di riposo di martedì, oggi i riflettori saranno puntati sulla tappa che va da Berna al Lago d'Émosson in Vallese, a un’altitudine di quasi 2000 metri. Una tappa decisiva, che potrebbe anche far intravvedere fin da oggi il risultato finale del Tour, e che vede Finhaut-Emosson come lo spettacolare luogo di arrivo di questa tappa del giro.

La Svizzera, un Paese per ciclisti

Quando nel 1969 l’Union Cycliste Internationale (UCI) spostò il quartier generale da Parigi alla Svizzera, prima a Ginevra e in seguito ad Aigle, era già noto che l’uso della bicicletta in Svizzera era uno stile di vita. Perfino il Segretario di Stato degli U.S.A. John Kerry durante una pausa al tavolo dei negoziati delle Nazioni Unite lo scorso anno saltò in sella alla sua bicicletta a Ginevra per fare un bel giro.

Dal 1998 a oggi l’iniziativa Cycling in Switzerland ha portato allo sviluppo di una rete nazionale di percorsi per ciclisti di 8500 km. I ciclisti possono esplorare praticamente l’intera Svizzera su due ruote: nove percorsi nazionali e oltre 50 percorsi regionali, per un totale di 8.500 km di percorsi ciclabili segnalati, costituiscono un’offerta allettante per ciclisti e cicloturisti. Si stima che, ogni anno, i ciclisti svizzeri percorrano un totale di cento ottanta milioni di chilometri di percorso. Nel 2010 il 69% di tutti i nucei familiari svizzeri possedeva almeno una bicicletta, e ogni anno vengono acquistate 300.000 biciclette nuove.

Esistono eventi che, diverse volte l’anno, prevedono la chiusura delle strade alle quattro ruote per permettere ai ciclisti di partecipare ad eventi straordinari, per esempio lo SlowUp, che ha luogo quasi in ogni regione Svizzera, incluso il Ticino, dove si svolge in primavera: un circuito di lunghezza fra i 26 e i 60 km viene chiuso al traffico motorizzato per lasciarlo aperto a pedoni, ciclisti e pattinatori.

Ma la Svizzera è un Paese per ciclisti anche nelle zone più impervie, non solo su circuiti pianeggianti o lungo i laghi nazionali: gli appassionati di mountain bike e i ciclisti più sportivi amano anche le Alpi Svizzere, dove i cicloturisti provenienti da tutto il mondo possono godersi panorami mozzafiato e una sensazione di libertà sconfinata, specialmente su strade poco affollate, silenziose, fra i boschi. Ogni anno, verso la fine di agosto, circa 2500 ciclisti su strada appassionati di Alpi provenienti da 34 Paesi diversi partecipano alla Alpenbrevet, affrontando fino a 5 passi alpini. La sfida avrà luogo quest’anno il 27 agosto e prevede diverse categorie, da cinque e a un passo.

Per gli amanti della mountain bike, invece, in estate si apre la via delle discese lungo le piste da sci, dove d’inverno sfrecciano sciatori e snowboarder, declivi che si trasformano in emozionanti discese fuoristrada per ciclisti, permettendo anche alle stazioni sciistiche invernali di utilizzare le infrastrutture anche in stagioni dove lo sci non si può praticare e offrendo ulteriori possibilità di esercizio ai cicloamatori svizzeri, britannici, tedeschi, ecc., utilizzando gli impianti di risalita adeguati al trasporto delle mountain bike. Non solo, il servizio di trasporti pubblici, in particolare le Ferrovie, offrono servizi speciali per trasportare le biciclette da una stazione all’altra, permettendo di portarsi la bici ovunque in Svizzera.

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