Marco Zappa - Musica Amore e Realtà

Che la musica sia la più nobile forma di ogni bella emozione, di discutibile c’è molto poco. Spesso una composizione ideata dal pentagramma delle note, ci permette di osservare il mondo con i suoi colori, trasformando le nostre impressioni in piacevoli ricordi, che indelebili si armonizzano nel calendario del tempo.

Come le pagine di un almanacco che racconta la vita passata e futura, anche la musica dei personaggi di cui vi vogliamo parlare in questa edizione, ci conduce nei semplici ma significanti racconti, di tante generazioni e altrettanti aspetti di vita.
Lui Marco Zappa, lei Renata Stravrakakis, due linee vitali capaci di musicare storie e racconti attraverso una miriade di strumenti di cui si giovano nel creare ogni brano del loro fantastico repertorio, due antologie umane che narrano testi di grande attualità in diversi dialetti.

Zappa nasce a Locarno nel 1949, a sette anni comincia a studiare pianoforte, e i risultati per una passione decisamente innata, lo pongono sempre più al mondo dell’arte musicale. Qualche anno dopo, il giovane Marco, affamato di note, sposta il suo interesse alla chitarra. In quegli anni, l’Inghilterra scopre la musica “Beat” la Svizzera come l’Italia e molti paesi del sud Europa, vengono piacevolmente investiti da questa innovativa cultura musicale.

Preso e catturato anch’egli dal vento anglosassone di quell’epoca, a soli 15 anni fonda il suo primo gruppo musicale, “ I Teenagers’” una equipe beat con il quale, qualche anno dopo incide il primo 45 giri. Il susseguirsi poi di nuove esperienze nel corso degli anni, diventa la chiave per un futuro professionale di grande valenza compositiva e interpretativa della sua stessa musica.

Nel corso degli studi magistrali effettuati nella città di Locarno, Marco Zappa diventa allievo del chitarrista Dante Brenna, e anche questa esperienza risulterà fondamentale per il suo percorso artistico.
In quegli anni conosce Giovanna Mandala, colei che diventerà sua moglie, e dalla quale avrà due splendidi figli, Mattia e Daria .
Ben presto i due bambini, amorevolmente influenzati dalla vena artistica di famiglia, iniziano i loro studi musicali, un viaggio talmente radicato e sentito che li vede oggi musicisti affermati, i quali spesso appaiono nei vari concerti/teatro, della Band del padre.

Ma torniamo a Marco che nel 1974 si laurea a Milano in Pedagogia, portando in commissione una tesi sui rapporti psicoanalitici tra Sigmund Freud e il suo storico allievo, Karl Jung. Un percorso di studio che oggi più che mai, risulta essere disciplina costante per molte composizioni e testi del nostro artista ticinese. Di lui potremmo scrivere pagine e pagine, ma credeteci non avremmo la capacità necessaria per spiegare fino in fondo l’equa causa, dell’ operato professionale ed umano di questo grande artista, indi per le giuste note biografiche vi invitiamo a visitare il suo sito internet www.marcozappa.ch e la sua pagina Facebook “Marco Zappa”.

Dagli scritti dei suoi network, potrete sicuramente capire come oggi, egli possa rappresentare l’ iconografia della musica, della civiltà e della
storia dei nostri luoghi, con grande amore e altrettanta cognizione. Detto questo, non vogliamo però esimerci dal raccontare, alcuni aspetti di vita di questo personaggio che crediamo sia uno dei più bravi musicisti e compositori del nostro territorio.

Cominciamo col dire che ogni suo concerto è uno spettacolo di vasta abilità e conoscenza dell’arte e di ogni sua più pregiata forma. Da circa dieci anni Marco è legato sia professionalemente che sentimentalmente a Renata Stravrakakis, un splendida artista di origine greca, nata però a Tegerfendel, una località posta nel Canton Argovia ai confini con la Germania.

Renata, è componente attiva e insostituibile del gruppo, in quanto contribuisce alla creazione dei testi e si cimenta come voce, flauto contralto, flauto soprano, chitarra classica e percussioni, insomma una gemma preziosa sia sul palco che nella vita di Zappa, come altrettanto risultano essere musicisti prodigiosi, Mattia (violoncello) e Daria (Violino) oggi due musicisti di fama mondiale, e figli di Zappa.

Renata Stravrakakis

Renata Stravrakakis

La filologia sembra essere quella di Van Des Fross, cosa vi differenzia e cosa vi accomuna?
Sicuramente abbiamo delle similitudini nell’interpretare alcune storie legate al lago. Siamo entrambi attratti dal piacere di raccontare le avventure della gente che da sempre vive nei luoghi adiacenti all’acqua dolce. Io oltre a questo mi ispiro molto a personaggi come Sergio Maspoli e Maria Adele Patriarca, che ritengo due insuperabili narratori di vita.

Cosa rappresenta per te il dialetto?
La vera storia espressiva dei popoli, un valore radicato nel tempo che sembra stia perdendo il giusto ruolo. Una civiltà per essere completa in ogni sua forma non può permettersi di perdere nessuna delle sue componenti. L’espressione di linguaggio è la base della comunicazione e dell’interscambio culturale, difendere e tutelare il dialetto, può significare preservare e valorizzare un popolo, le sue usanze e i suoi costumi, al di là dell’aspetto generazionale. Per noi che lo cantiamo è come un profumo, un gusto, una sfumatura, e in ogni concerto cerchiamo di trasmettere queste sensazioni al pubblico, usando ogni volta dialetti diversi, cercando di entrare in sintonia con le emozioni e la civiltà di quel luogo.

Nella tua Band anche i tuoi figli, oggi due concertisti di fama internazionale, quali sensazioni provi ?
Mattia e Daria sono il mio orgolio, due ragazzi ben convinti dei valori della vita e che come me amano la musica, anche se hanno un loro percorso professionale, spesso si aggregano a qualche lavoro e questo mi rende fiero. Devo molto anche alla mia compagna Renata che rappresenta un punto di forza e anche una certa eleganza del gruppo, vorrei anche dire che la nostra coesione è frutto di una grande intesa da parte di tutti coloro che di volta in volta partecipano ad’un progetto. Ad esempio voglio ringraziare pubblicamente e personalmente tutti i musicisti che hanno collaborato all’ultimo lavoro. Grazie di cuore a: Paolo Cattaneo (chitarra, idee e consulenza) Johannes Faber (tromba), Mauro Garbani (organetto diatonico), Alberto Guareschi (contrabbasso), Pudi Lehmann (trombone bombardino, hang), Claudia Liedtke (fagotto), Marco Marchi (slide/dobro, chitarra acustica), Giorgio “Ginger” Pozzi (batteria percussioni), Roberto Polinelli (voce), Bruno Spoerri (sassofoni tenore e sopranino).

Dal tuo elenco si denota un numero consistente di persone ma anche di strumenti impiegati?
Certamente, avendo uno studio di registrazione, possiamo sperimentare le varie sfumature e i molteplici risultati che nascono tra la fusione di un suono e l’altro. Provare un nuovo strumento ti da la possibilità di trovare nuove idee, è come incontrare e relazionarsi con una persona nuova.

Tu che nel corso della tua carriera hai avuto modo di sperimentare diversi generi musicali, dal rock, al blus, dal jazz alla leggera fino alla classica, come definisci oggi la tua musica?
Credo, che il risultato della melodia che siamo riusciti ad elaborare negli ultimi anni, sia la fusione di tutte queste discipline, non a caso nell’ultimo cd “AlTempAlPassa” abbiamo voluto evidenziare in copertina la scritta “MusicAldente” un’arte di suoni che custodisce molti influssi.

A proposito di AltempAlPassa, anche se il titolo sembra essere decisamente eloquente, cosa ci racconti qualcosa di questo lavoro?
Questo è il primo cd di quella che vuole essere una Trilogia di racconti e testimonianze di vari personaggi della vita di tutti i giorni. Siamo partiti con questo progetto nel 2011 e crediamo di poter terminare entro il 2015. Stiamo già lavorando al secondo volume che si chiamerà “PolentaePèss” e anche in questo come nel primo, utilizziamo molti strumenti acustici quasi sconosciuti al grande pubblico, gioielli della musica provenienti da vari paesi di tutto il mondo.

Anche questo in più espressioni di dialetto e lingua tradizionale?
Certo, la nostra è una continua ricerca, viaggiando ci facciamo raccontare, e ascoltando originiamo tesoro di ogni sfumatura di lingua e di usanze. I vari personaggi che si raccontano, possono delineare una storia, dietro il quale si cela un esempio di vita quotidiana. Cosi facendo oltre a produrre testi per canzoni portiamo a casa un bagaglio culturale che ci permette di inscenare uno spettacolo che va oltre il canto, qualcosa che possa aiutare le genti a pensare e sognare sempre in positivo.

Il sogno di Marco Zappa?
Sogni tanti, come le certezze. Una tra queste, il piacere di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, continuando sempre a stupirsi di tutto, soprattutto delle cose più semplici, come quelle che ti capitano nella vita di tutti i giorni.

Questa strabiliante band è stata recentemente invitata ad esibirsi in diversi paesi; Italia, Grecia, Inghilterra, Germania, Albania e Sudafrica, inoltre è reduce da una prestigiosa tournèe in India, in occasione della “Settimana mondiale della lingua italiana nel mondo”. Il viaggio etnomusicale di questo bravo cantautore ticinese e della sua incantevole compagna Renata, prosegue con la lavorazione del secondo cd PolentaePèss, che dobrebbe essere presentato ufficialmente il prossimo settembre, con un concerto presso lo Studio 1 della RSI, prima tappa del tour 2013/14.

Ma qualcosa di ancor più curioso, sembra stia per germogliare, Marco Zappa, Renata Stravrakakis e Yor Milano si sono incontrati e a quanto pare, sta per nascere qualcosa di fantastico che solo il tempo potrà spiegare.

Noi come umili narratori della vita del TEPSI staremo ben attenti a cogliere anche la più piccola sfumatura che verrà alla luce, dal cuore e dalla mente di questi tre grandi artisti, e solerti vi racconteremo tutto!!

frill

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