Nag Arnoldi e Lulo Tognola: le stagioni delle collaborazioni

A cura di Paolo Blendinger.
Studente di Storia dell’Arte a Firenze, ho incontrato Nag Arnoldi durante la sua esposizione a Palazzo Strozzi nel 1981 ed ora, a distanza di un terzo di secolo, mi ritrovo qui ad illustrare i rapporti di collaborazione con Lulo Tognola, il suo grafico per eccellenza, percorso dal ricordo dei numerosi incontri privati e pubblici vissuti, grato per gli stimoli, i consigli ricevuti dalla sua frequentazione, grato per l’esempio di una coerenza artistica a cui ho potuto assistere.

Il pensiero corre ai professionisti incontrati, a quel ristretto gruppo di persone, che da lunga data affiancano l’artista nel suo percorso, da quei collaboratori nel mestiere, quali le maestranze delle fonderie d’arte, fra cui Amici, ora fonderia Perseo a Mendrisio, o stampatori, di cui cito Roberto Giudici in Varese, a collaboratori quali gli architetti Mario Botta e Attilio Panzeri che hanno fornito le loro progettazioni e competenze nell’allestimento di molte sue mostre, ed ancora alle gallerie che lo rappresentano e che rispondono al nome di Ghelfi di Verona o La Colomba di Lugano. Immediato un dato di fatto: Nag Arnoldi ha presto saputo riconoscere, senza esitazioni e con autorevole sicurezza, le persone con cui procedere sulla lunga strada della sua espressione artistica.
Egli ha vagliato e scelto le sue collaborazioni e la continuità e fedeltà a queste sue scelte altro non fa che testimoniare un felice intuito nell’individuare a chi andava affidata la propria fiducia e disponibilità. Nel suo ormai lungo periplo artistico come gli argonauti o i compagni di Ulisse ci ha voluto compagni di una magnifica, irripetibile avventura segnata da rapporti rimasti saldi nel tempo.

Nel caso specifico quelli con Lulo Tognola risalgono anch’essi a tempi lontani, all’impaginazione di diverse cartelle grafiche a partire dalla metà degli anni ’70, prima fra tutte quella memorabile dei Cinque cavalli per Enrico V. Dal 1980 si sono aggiunti manifesti espositivi e il catalogo che curò per la mostra al Palazzo Ducale di Mantova del 1983, primo di una lunga serie di pubblicazioni – ben oltre 40 – e di numerose committenze che continuano tutt’ora, contributi in cui è stato costruito, con impianto grafico preciso, rigoroso, immediatamente riconoscibile, un riferimento bibliografico e documentario unitario dal profilo grafico, un impianto che ha finito per imporre uno stile ad hoc. Accanto a questo voluminoso lavoro editoriale, che resta per un artista visivo un caso eccezionale sul piano cantonale, anche consulenze più discrete, che Tognola chiama amichevoli, svolte in modo informale in occasione delle innumerevoli riunioni e visite nell’atelier di Comano che annoverano, fra gli altri, consigli e bozze di massima sull’impaginazione delle edizioni d’arte illustrate da litografie e incisioni originali e delle cartelle di grafica d’autore, ed ancora appunti minimi, suggerimenti discreti che partecipano all’atto creativo stesso dello scultore, quali la stesura grafica delle date apposte nel monumento olimpico realizzato per Losanna nel 1999, consigli, direttive di un grafico di razza in grado di portare suggestioni e spunti volentieri accolti.
Al grafico grigionese, collega d’insegnamento dai primi anni ‘70 allo CSIA di Lugano, l’artista è legato da sentimenti d’amicizia e stima del tutto particolari.
A lui si devono alcune impronte stilistiche che caratterizzano graficamente l’illustrazione delle opere nei manifesti, negli inviti e cataloghi, da quella scelta di fondi neri che pervadono gli scritti che lo riguardano e che isolano, evidenziano l’opera e la scrittura, ed ancora elementi segnici di natura prettamente grafica come quelle linee che scorrono in senso orizzontale lungo le pagine dei testi o verticali a sottolineare il senso ascensionale di gruppi scultorei quali gli Astati.
Lulo Tognola così facendo ha offerto all’artista dei veri e propri stilemi stilistici, motivi di base che amalgamo l’opera illustrata in un’impaginazione che ha fidelizzato il pubblico con stesure confidenziali, proprie, in coerenza col proprio linguaggio artistico.

a cura di Paolo Blendinger
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