La società di navigazione del lago di Lugano rinnova il proprio impegno al servizio del turismo

A cura di Pietro Vagli Viello.
Vedere e vivere il lago dal lago e ascoltare la sirena dei battelli, che partono e rientrano, dal tempo dei tempi fa parte di quella dimensione antropologica capace di regalare un senso magico all’esistenza di coloro che vivono sulle sponde di qualsivoglia specchio d’acqua.

La storia della navigazione delle nostre acque parte dal lontano 1848 e nel corso dei secoli ha contribuito al trasporto di persone e merci,designando grandi cambiamenti epocali.
Il primo piroscafo a vapore che con le sue potenti pale navigò le acque del lago di Lugano, fu varato il 20 aprile del 1848, costruito dalla Escher-Wyss di Zurigo il “TICINO I”, fu protagonista indiscusso, nel bene e nel male, di momenti storici legati alle guerre di indipendenza della vicina Italia e di tutto quell’apparato diplomatico e burocratico che vide i due paesi (Italia e Svizzera) alle prese con le prime problematiche legate al fenomeno del contabbando. Tale fiorente attività provocò infatti diversi incidenti diplomatici e contemporaneamente forti sinergie politiche e storiche.
Mentre sul lago di Lugano la navigazione a vapore viveva momenti di rilevante affermazione, l’esercito di Re Carlo Alberto incalzato dalle truppe austriache di Radetsky, si vedeva costretto ad una solenne ritirata. Nel contempo la Società Meridionale Elvetica otteneva la concessione austriaca per la navigazione nelle acque lombarde e il “TICINO I” nei giorni di mercato a Lugano intraprese una corsa speciale da e per Porlezza.
Un privilegio che durò ben poco. Il tracollo militare fece si che numerosi fuggiaschi italiani riparassero in territorio ticinese, dove trovarono benevola ospitalità e a Lugano capitarono persino i tre principali artefici della nuova Repubblica d’Italia, Mazzini, Garibaldi e Cattaneo. Un generoso appoggio che non fu affatto gradito dalle autorità austriache, le quali nel giro di poco tempo, cacciarono i ticinesi dall’area Lombardo-Veneta e bloccarono ogni genere di commercio ai confini. AL nostro piroscafo fu quindi vietato l’accesso e la navigazione nelle acque ritornate austriache e le corse per Porlezza furono sospese.
Seguirono poi vicende di carattere storico-burocratico che videro nel 1851, il “TICINO I” diventare di proprietà della Società Lariana di Navigazione, la quale provvide a smantellarlo e trasportarlo a Menaggio (via terra) per poi rimetterlo in servizio sul lago di Como col nome di Adda.
Il 10 dicembre del 1855 nacque la Società di Navigazione a Vapore sul Ceresio e, l’anno dopo, il 15 ottobre, dalla Rivetta Tell di Lugano, di fronte al Casinò Kursaal, veniva varato, per conto di questa nuova Società, il “CERESIO I” Il nuovo gioiello d’acqua fece la sua prima corsa, partendo appunto da Lugano con destinazione di piacere, nei pressi di Caslano, dando opportunità ai propri passeggeri, di godere delle entusiasmanti bellezze autunnali del Malcantone e della meravigliosa Valle di Agno.
Costruito dalla Escher-Wyss di Zurigo, il primo battello di quella che negli anni sarebbe diventata una autorevole flotta, ebbe in programma diverse corse speciali come ad Agno per la festa dei San Provino, a Campione per l’Annunciata, a Morcote per il trasporto dei pellegrini diretti al Sacro Monte di Varese, a Capolago per la fiera mendrisiense di San Martino, fino a Porlezza, per visite guidate ad Osteno (orrido e grotte di Rescia) e a Cima, per i pellegrini diretti al Santuario della Caravina.
Nell’estate del 1860, per il piacere degli appassionati di quelle cantine, la domenica e nei giorni di festa, il “CERESIO I” arrivò a toccare le stazioni di Caprino e Melide.
Da questi primordiali cenni storici inerenti ai primi due battelli a vapore dellla nostra storia lacustre, il susseguirsi degli eventi, delle persone e della civiltà che hanno dato vita alla navigazione del nostro lago, ci portano al relativamente recente 1949, anno in cui il nostro illustre interlocutore Gianpiero Ferrazzini classe 1926 , spronato dal padre l’ ingegnere Giuseppe Ferrazzini (precursore e fautore della Società Navigazione del lago di Lugano dal 1922 al 1965) cominciò la sua avventura umana e professionale al servizio della flotta ticinese.
Giampiero Ferrazzini

Giampiero Ferrazzini

Signor Ferrazzini, ci racconta come ha cominciato questa lunga e onorevole avventura?
Avevo circa 23 anni e studiavo economia in Inghilterra. Finiti gli studi, mio padre mi chiamò e mi consigliò di tornare in patria, soprattutto perché la Società Navigazione Lago di Lugano, di cui era Direttore, aveva bisogno di forze e risorse umane da impiegare per nuovi progetti. Da allora sono passati più di 60 anni ed eccoci qui ancora al servizio della gente.

Suo padre, grande fautore della Società di Navigazione, come lo ricorda?
Uomo molto determinato, amava il suo lavoro in maniera inverosimile. Pensare che nel 1920, dopo un massiccio intervento della Banca della Svizzera Italiana e grazie alle leggi federali e cantonali, a favore delle imprese di trasporto dell’epoca, la nostra Società di Navigazione ebbe nuove motivazioni per tornare a rendere un servizio sempre più utile ed efficace. Il dopoguerra poi fu per mio padre un momento magico per raccogliere nuove sfide; aveva capito che dopo i postumi negativi lasciati dalla guerra, bisognava risalire la china, dimostrando che il battello aveva ancora e sempre una funzione fondamentale per il mondo delle comunicazioni , del commercio e di conseguenza del turismo.

Lei cominciò a lavorare con suo padre alle fine degli anni 40, quali le differenze tra i turisti di allora e quelli di oggi?
Innanzitutto bisogna dire che un decennio prima del mio arrivo in azienda, mentre si usciva dalla crisi degli anni 30, si delineavano nuove tendenze sociali e nuove abitudini di vita. Il mondo del turismo cambiava e si evolveva: viaggi di gruppo su torpedoni e treni speciali erano sempre più frequenti; a quell’epoca nasceva una maggiore mobilità ricorrendo a ferrovie, funicolari e battelli. I clienti di maggior affluenza arrivavano dal nord Europa, per molti e molti anni, gli inglesi hanno rappresentato la forza maggiore del turismo europeo rivolto al nostro lago e alle sue bellezze.

Quindi un buon momento storico per la Società di Navigazione?
Si, almeno fino ai primi anni 60, periodo in cui cominciò un lento ma costante declino, inizialmente dettato da un periodo di forte inquinamento delle acque del lago. I media dell’epoca contribuirono, a mio modesto parere, con un’informazione a volte troppo esasperata, e questo fu motivo di un importante rallentamento dell’affluenza turistica. Poi, trascorso un decennio di titubanze e ripulito il lago, la presenza dei turisti tornò a livelli più dignitosi, anche se non si raggiunsero più i numeri degli anni precedenti.

Presidente, a tutt’oggi, da quante unità è composta la sua flotta e a quale dei suoi battelli è più affezionato?
Ancor oggi come allora la nostra flotta è composta da 10 unità, parlare di una di queste unità come mia preferita non saprei. Sono legato ad ognuno dei nostri scafi in egual modo, ognuno di loro, per circostanze e per momenti di vita vissuta, rappresenta per me un momento di gioia della mia vita professionale. Ciò che invece mi resta sempre nel cuore è il varo. Ogni volta che uno dei nostri battelli veniva messo in acqua, per me era una commozione unica!
Giampiero Ferrazzini con Yor Milano

Giampiero Ferrazzini con Yor Milano

Ok, a quanto pare non vuole sbilanciarsi su una preferenza. Ma allora mettiamola così; ognuno di noi, sentimenti a parte, dispone di una memoria fotografica indelebile di alcuni episodi della propria vita, detto questo, qual'è la prima immagine che le viene in mente pensando a tutti i vari della sua flotta?
Se la mettiamo sotto questo aspetto, le posso dire che il varo del “Ceresio” è quello che ho vissuto con più enfasi, anche perché eravamo tutti consapevoli che il Ceresio rappresentava il primo varo di altri quattro unità che da li a poco tempo sarebbero stati messi a disposizione della clientela.

Si parlava di un decadimento progressivo delle presenze annue, ci può quantificare in quale misura e in quale lasso di tempo?
Dal 1960 in poi, anche se in modo discreto, ma come dicevo, decisamente e inesorabilmente progressivo, le presenze sul nostro lago sono passate da 1.300mila a 300mila dell' ultimo anno, questo a significare che negli ultimi 50anni circa abbiamo perso una affluenza pari ad 1 milione di presenze annue.

Un milione in meno di presenze annue rappresenta un dato molto negativo, a cosa attribuite questo calo e come intendete porre rimedio?
Purtroppo la crisi economica mondiale si fa sentire in ogni settore, ovviamente non v'è dubbio che la migliore arma di difesa da tutti i momenti di crisi, resta la reattività di pensiero e di azione. A riguardo stiamo attuando progetti e idee per combattere al più presto possibile questo naturale declino di affluenze.

Ad esempio?
Ad esempio, come da tempo afferma il nostro Direttore Francesco Beretta Piccoli, ad ampliare ogni tipo di collaborazione con altre aziende di trasporto, con enti turistici, agenzie di viaggio e vari addetti di settore, tra cui i vari responsabili certificati e riconosciuti esperti di manifestazioni inerenti alla cultura e allo spettacolo.

a cura di Pietro Vagli Viello

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