Marilena Lualdi: L'importanza di essere secondi

a cura di Pietro Vagli Viello.
Cari Amici del Tepsi, in questa edizione del Batacc di fine estate, vorrei portare la vostra attenzione sull’ultimo lavoro editoriale di una persona che rappresenta sicuramente la terra insubre in maniera decisamente saggia ed equilibrata. Marilena Lualdi giornalista del quotidiano “La Provincia” di Como.

L’autrice del libro di cui sto per raccontarvi; Nel 2001 si appassiona alla storia del capitano Scott e va in Scozia, a Dundee per assistere al raduno dei discendenti della prima spedizione, avvenuta 100 anni prima. E’ la spedizione fortunata, da cui si tornò, a bordo della Discovery.

La Lualdi in quel viaggio ha la grande fortuna di conoscere i nipoti del capitano e di altri straordinari personaggi che condivisero anche la seconda spedizione, quella alla conquista del Polo Sud, da cui purtroppo cinque persone - tra le quali Scott - non tornarono mai più.

Una storia che resta scolpita nell’anima della giornalista a tal punto che oggi, quando la chiamano nelle scuole per parlare di giornalismo, lei chiede umilmente di cambiare tema. Di parlare di quell’uomo che ha tanto lottato, ed è stato apparentemente sconfitto da Amundsen prima e poi dalla vita, da lui (Scott) ha imparato che conta il lavoro e non l’applauso.

In occasione del centenario della morte di Scott, decide di provare a scrivere questa storia, sviluppandola anche ad altri secondi, meno noti o bistrattati. Come il re Giovanni Senzaterra, essendo molto amante della storia dei Plantageneti. Ne nasce questo libro tra storia, amicizia, musica e sport. Quest’ultimo ispirato direttamente dall’estate 2012. “L’importanza di essere secondi. Storie di eroismo e non solo”(Nomos Edizioni, 2012), un’opera di saggi o forse più semplicemente storie vere, atte a serie e ponderate riflessioni di vita.

I protagonisti di questo splendido lavoro, sono i personaggi della cronaca di tutti i giorni, della storia e dello sport che nonostante tutte le loro qualità non sono mai riusciti a salire sul gradino più alto del podio. Bravissima a mio parere l’autrice che spiega con giusto equilibrio di penna e di pensiero, che cosa significa l’essere primi; e, naturalmente, che cosa vuol dire l’essere secondi. Esistono nella sfera antropologica “secondi” che possono colorare le pagine di un romanzo, con imprese ancora più esaltanti dei cosiddetti campioni, di coloro che nella vita collezionano sempre e comunque il primo posto.

Storie che si intervallano nel tempo e nei luoghi, descrivendo stimoli, speranze e delusioni: Robert Falcon Scott (forse il più amato dall’autrice), re Giovanni Senza Terra, il principe Gionata, e Ron, l’amico del cuore di Harry Potter; e poi storie di “seconde ufficiali”, le donne; storie di secondi tratte dal grande album dello sport.
Molto bello ad esempio il capitolo sui “cuochi della nave”: che sono quelli che comandano meno degli altri ma sfamano tutti, compresi dotti, medici e sapienti.
Sono molti i passaggi di questo bellissimo lavoro della Lualdi che inducono ad austere considerazioni.

Quanto può risultare proficuo essere sempre primi?
Ad esempio per esperienza personale ricordo che ai tempi del liceo, non era affatto bello essere i primi ad incrociare lo sguardo del professore che col ghigno sornione cercava la vittima quotidiana da interrogare.
Insomma cari amici del Batacc, voglio ringraziare Marilena Lualdi, giornalista di rango e di razza, persona saggia, che ha saputo dar vita ad uno straordinario testo capace di descrivere nel più nobile dei modi, la “secondità” e nel contempo ha portato il mio cuore e la mia anima, dritto dritto, nel cuore e nell’anima di tutti coloro che nella vita non sono mai riusciti ad esser; “né primi né secondi”.
Pietro Vagli Viello

Le riflessioni della scrittrice

A dieci mesi dall’uscita di questo libro ho girato molto, nel Varesotto, a Milano, ora a Como e spero di farlo ancora, anche nel caro Canton Ticino perché ho incontrato e ascoltato tante persone.
Molti mi hanno detto, all’inizio: ma lei ha scritto di me, io mi sento così secondo!
Ma non è un libro consolatorio, ho cercato di raccontare che secondi si è tutti, in certi momenti; a volte si sale, a volte si scende. Ma la vita è una straordinaria avventura, per cui vale la pena lavorare, più di mettersi in vetrina.
E lo dimostra anche la sorte di alcuni personaggi da allora. Uno per tutti? Andy Murray, l’eterno secondo. Che quest’anno ha vinto Wimbledon!

DEDICA
Il libro è dedicato a mio padre, Antonio, che ha esplorato il mondo, il mio primo e unico Scott, con i telai. Al mio figlioccio, inglese, che deve essere fiero del suo capitano Scott. A Marco Sartori, compianto presidente nazionale dell’Inail e Amico, del quale porto nel cuore la frase a lui più cara: il tempo è galantuomo.

I DIRITTI D’AUTORE
I diritti d’autore miei vanno all’associazione In cammino con suor Marcella Onlus (la missionaria che ha costruito le casette e servizi sanitari, centro di accoglienza, scuola dopo il terremoto ad Haiti) e agli Amici di Rossella Onlus (per sostenere l’hospice della mia città e chi è vicino ai malati terminali)

FACEBOOK
L’IMPORTANZA DI ESSERE SECONDI è su fb. Dove aggiorno e racconto di incontri e testimonianze.
Marilena Lualdi

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