Il cioccolato svizzero conquista lo spazio

Il cioccolato al latte svizzero alla conquista dello spazio, insieme all’alta precisione.

L'astronatua Tim Peake con il cioccolato e il bigliettino inviati dalla Svizzera sulla ISS ©NASA/ESA

L'astronatua Tim Peake con il cioccolato e il bigliettino inviati dalla Svizzera sulla ISS ©NASA/ESA

Una scatoletta con sei tavolette di cioccolato al latte prodotte dalla fabbrica svizzera HUG sono state consegnate a ciascun astronauta sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Le scatole, che sono state preparate ad hoc all’EPFL, il Pollitecnico di Losanna, sono state l’oggetto di un lunghissimo iter per l’approvazione.

Di recente sono stati portati a bordo dell’ISS degli strumenti ad alta precisione di origine svizzera o contenenti parti appositamente sviluppate e prodotte in Svizzera. Non solo, il satellite CleanSpace One è stato progettato e sviluppato nella Confederazione per poter un giorno ripulire lo spazio vicino dai detriti lasciati dall’uomo nello spazio; ma ora anche uno degli alimenti svizzeri simbolo ha raggiunto lo spazio.

Ciascuno degli astronauti attualmente a bordo dell’ISS, ovvero Timothy Kopra (USA), Timothy Peake (UK), Yuri Malenchenko (Ukraine), Jeff Williams (USA), Alexey Ovchinin (Russia) e Oleg Skripochka (Russia), ha ricevuto una scatola con ben sei tavolette di cioccolato, tavolette che sono state spedite con l’ultima missione di rifornimento portata a termine da un razzo SpaceX lanciato l’8 aprile scorso dalla Florida, Cape Canaveral. La consegna speciale è stata  preparata dal SSC, Centro Spaziale Svizzero, dell’EPFL.

E il felicissimo astronauta britannico Tim Peake qualche giorno fa ha inviato sulla terra una foto con le sue barrette. Lo scopo della missione-cioccolato è quello di sostenere in modo simbolico il lavoro degli astronauti, un modo che rifletta lo spirito e la cultura della Svizzera, come ha sottolineato Volker Grass, il direttore del SSC.

Ma mandare cibo nello spazio è un po’ come mandarci un astronauta: non è una passeggiata, si devono rispettare standard severissimi, e ci sono voluti ben sei mesi perché il cioccolato, confezionato lo scorso settembre, raggiungesse l'obiettivo di lasciare la terra, dopo aver passato tutta una serie di test e di controlli, a partire dall’approvazione della proposta da parte dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, in Germania. Una volta ottenuta la prima approvazione, sono stati affrontati una serie di dettagli pratici insieme alla casa produttrice la HUG del Canton Lucerna: il packaging, il peso delle scatole, la lista dettagliata degli ingredienti.

Poiché non è permesso utilizzare la ISS per motivi pubblicitari, il packaging deve essere quindi il più anonimo possibile, e per questo motivo ha dovuto essere rifatto, rispetto alle tradizionali confezioni utilizzate dal produttore. Inoltre il peso deve essere minimo, e si è dovuto affrontare anche questo aspetto, eliminando tutte le parti del packaging che non fossero strettamente necessarie.

Il produttore poi ha dovuto in parte svelare i propri segreti di produzione, dato che la lista degli ingredienti deve essere completa e dettagliata. In Olanda, presso l’ESTEC, ovvero il Centro di Ricerca e Tecnologia Spaziale Europeo, le scatole sono state sottoposte a test per verificarne la non infiammabilità, il fatto che non producessero frammenti che potenzialmente potrebbero ferire gli astronauti, attraverso simulazioni delle condizioni di lancio e di presenza nello spazio una volta arrivati a destinazione. Inoltre, le scatole non possono avere spigoli prominenti o altre parti che possano presentare un rischio di ferimento. E, una volta approvate, sono state spedite a un altro Centro dell’Agenzia Spaziale Europea, questa volta in Italia, l’ALTEC (Aerospace Logistics Technology Engineering Company), per verificare il contenuto dei pacchetti e per completare l’iter doganale, per poterli spedire poi alla NASA a Cape Canaveral, località di partenza del razzo di rifornimento.

Dieci giorni dopo il lancio I pacchetti sono arrivati nelle mani degli astronauti, che erano stati fino a quel momento occupati a disimballare tonnellate di cibo, equipaggiamenti ed esperimenti scientifici che erano stati lanciati sempre con lo stesso razzo di rifornimento. Per loro è stata una bella sorpresa e hanno espresso la loro felicità e il loro ringraziamento in una telefonata da bordo a terra.

2 commenti

Gianbi :
La tecnologia avanza anche nell'alimentare quindi: evviva il cioccolato svizzero anche se io preferisco il fondente. | sabato 30 aprile 2016 12:00 Rispondi
Mingraz :
Articolo interessante sui nuovi sviluppi della tecnologia alimentare che ci permetterà di avere sapori terrestri anche nello spazio lontano in un prossimo futuro. | sabato 30 aprile 2016 12:00 Rispondi
frill

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