Un 2017 da incorniciare ?

Come sarà il 2017?
Il mio amico Yor mi ha chiesto di scrivere un breve contributo su questo tema. Come sarà il 2017? Beh, robetta da niente! In quattro e quattr’otto ecco che ti prevedo il futuro. In fondo basta poco, è come fare l’insalata.
Se la fai solo verde è buona, ma non molto gustosa, è meglio quella mista. Vuoi mettere da un lato hai un piatto di lattuga e niente altro dall’altro invece due pomodorini, qualche finocchio, una carotina, i rapanelli e perché no anche qualche spicchio di mela e qualche noce.

a cura di Don Marco Dania,
parroco di San Nicolao Besso

Qualche conto riguardo all’economia, due informazioni sulla politica internazionale e il fenomeno Trump, un po’ di riscaldamento del pianeta che ci sta sempre bene, qualche scenario volutamente pessimistico, che così tiene buona la gente e ci si azzecca sempre, qualche illusione sdolcinata ed eccoti condita l’insalata del nuovo anno. 

No, non mi piace fare previsioni, tanto meno oroscopi, mi scappa subito da ridere, mi sentirei un pesce fuor d’acqua. Non mi ci vedo proprio nei panni del prete millenarista, o di quello che dice: “tu ascolta me, te la do io la ricetta del diciassette”. No, dai, siamo seri, non che non si voglia ridere, ma su queste cose è meglio non prendere in giro la gente, su altro forse sì. Allora, più che previsioni ed oroscopi, vorrei parlarvi di sogni, di desideri. Come me lo immagino, come lo sogno l’anno nuovo? E voi come lo sognate? Un anno fantastico dove ognuno trova il giusto equilibrio tra farsi i fatti suoi e non essere indifferente agli altri. Quanta gente impicciona, banalmente pettegola, (pardon oggi si dice interessata del gossip, bisogna essere alla page) e quanti indifferenti che pensano solo a loro stessi. Mi piacerebbe se nel 2017 fossimo capaci di accorgerci dell’altro che ci sta accanto, della sua solitudine, del suo bisogno e andargli incontro, tendergli la mano con garbo, rispetto, discrezione, senza essere invadenti. Che ne dite allora se ci accordiamo su qualche stratagemma da adottare, qualche piccola regola da seguire? Per esempio, non ficco il naso negli affari degli altri, ma sono pronto a dare una mano. Non critico, ma incoraggio. Non prometto, ma faccio. Vivo e lascio vivere, ma se hai bisogno ci sono. Ti ascolto, ma non spiffero a mezzo mondo le tue confidenze. Chiamo al telefono ogni tanto chi è solo e se ha piacere lo vado a trovare.
Ho un altro sogno, ma spero di non essere l’unico illuso a farlo. Altrimenti rimane solo un sogno, se però qualcuno condivide il mio stesso sogno, credo che insieme possiamo iniziare a realizzarlo.
Sogno che si possa trovare un vaccino per proteggerci dalla malattia della frenesia. Sarebbe una cosa straordinaria. Vi immaginate se ciascuno di noi trovasse il suo ritmo giusto, della serie “vai sciallo zio”, “slow down” , “no stress”. Oh intendiamoci bene, se poi uno va troppo piano, a me subito scappa la pazienza e mi stresso più di quando sono sotto pressione. Però ho nostalgia di un ritmo adeguato, che tenga conto della bellezza dei rapporti, che lasci spazio a un lavoro più cooperativo che competitivo, senza smania di superprofitti. Quante persone devono dare continuamente prestazioni in tutto, lasciamole anche un po’ riposare. Creiamo dei luoghi per ricaricarci le pile, per ri-crearci, per trovare il senso e il gusto del vivere. Dai, per il nuovo anno cerchiamo di vivere con entusiasmo e con santa lentezza, prendendoci il tempo per alzare gli occhi al cielo e dire grazie, per immergerci nella natura e respirare a pieni polmoni, per lasciare spazio ad un incontro inaspettato, per riscoprire la gioia degli affetti.
E siccome non c’è due senza tre, ecco il terzo desiderio, una fantasia. Immaginiamo che la gente riesca a capire le ragioni degli altri. Sia capace di immedesimarsi negli altri, di mettersi nei panni degli altri come si diceva una volta, di avere empatia, come si dice oggi con qualche sfumatura in più. Capire il punto di vista degli altri, ma anche sentire, provare quello che gli provano. Ci sono a tale proposito dei suggerimenti biblici molto belli. “Portate i pesi gli uni degli altri”, “Gioite con chi gioisce, piangete con chi piange”. E poi l’indicazione strepitosa della regola d’oro: “Non fare agli altri, quello che non vuoi che gli altri facciano a te”. Che ne dite?
Se sono in grado davvero di comprendere gli altri, riesco anche a dialogare con loro e a trovare facilmente un punto di accordo, una mediazione, un compromesso. Tutto ciò non vuol dire rinunciare alla propria opinione, essere delle persone che vanno dove soffia il vento, ma avere l’intelligenza di raggiungere un accordo, senza rinunciare ai propri ideali. Bene, allora, che ne dite di queste proposte? Tre semplici suggerimenti che, se combinati insieme, ci possono aiutare a sognare e realizzare un 2017 da incorniciare.
frill

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