Un po' di storia...

Il dialetto è una vera e propria lingua attraverso la quale si esprime una comunità e diventa perciò parte della sua storia, della sua cultura. Si può quindi dire che la vita stessa di un’etnia continui fino a quando verrà parlata la lingua che la distingue, che la colloca geograficamente entro certi limiti territoriali; senza la « sua lingua », tale comunità non è più identificabile e quindi destinata a sparire. Certe voci allarmistiche profetizzano la scomparsa del nostro dialetto nel giro di 10/20 anni.


Anche ad essere ottimisti, è chiaro che l’urbanizzazione , lentamente, logora l’uso del dialetto, se poi pensiamo a tutte le etnie che convivono nel nostro paese, in certe scuole vi sono bambini che parlano ben trenta lingue diverse, allora è certo che la sopravvivenza del vernacolo è a rischio. Non si mette in dubbio che una società multietnica possa arricchirsi di tutti i contributi culturali che confluiscono dalle varie comunità presenti sul territorio, ma ciò non deve avvenire a discapito della nostra identità. Se vi sono dei sintomi in tal senso occorre intervenire immediatamente con tutti i mezzi a disposizione.
Ecco perché il 12 gennaio 1999 à nato il TEPSI, TEATRO POPOLARE DELLA SVIZZERA ITALIANA, un’Associazione senza scopo di lucro che ha per scopo di salvaguardare, di promuovere ma soprattutto di dare una continuità alla cultura popolare e dialettale di casa nostra, proprio nell’intento di mantenere salde le nostre radici,una specie di WWF del dialetto. In epoca di comunicazione globale, ci sembra importante che anche molti giovani imparino a parlare o almeno a capire il dialetto. Per realizzare tali scopi, il TEPSI organizza spettacoli in dialetto sia a livello teatrale che televisivo e radiofonico, ma anche a livello scolastico e, per coinvolgere la vicina Italia, insubrico (Lombardia e Piemonte).
È quindi dovere di tutti mantenere questa preziosa sopravvivenza diventando soci del TEPSI .
Perché i soci rinnovino ogni anno la loro iscrizione al TEPSI, devono essere informati sulle sue svariate attività; è stato perciò creato un giornale cui è stato dato un nome e un marchio simbolici: “ul BATACC”, (il batacchio), per ricordare che: ul nost dialett l’è mia mort, anzi, l’è püssée viv che mai, ma al pica ala tua porta parché al g’ha bisögn da ti! Ogni anno il giornale veniva realizzato grazie a un gruppo omogeneo di inserzionisti che sono stati : gli alberghi, gli studi di ingegneria, le farmacie, i giardinieri e, nel 2007, le fiduciarie, che ringraziamo sentitamente per la preziosa collaborazione. Dal 2007 il formato è cambiato e ul BATACC da giornale è diventato rivista. Dall’anno scorso la caporedattrice del giornale è Anna Maria Lorefice che qui ringrazio per la solerzia e l’entusiasmo con cui realizza questa pubblicazione che, da annua dovrebbe diventare semestrale.

1999

Ma vediamo ora il percorso da quel fatidico 12 gennaio del 1999:
Ricordiamo innanzi tutto la commedia « I BOSII I G’HA I GAMB CÜRT » proposta al nostro pubblico nella primavera del 2000 dalla compagnia del teatro dialettale che la TSI mandò in onda il 6 gennaio 2000. Quell’anno furono allestiti con molto successo, tre spettacoli in altrettante case per anziani, il titolo era : « UN PO PAR RID E UN PO PAR PASSÀ OL TEMP » .
Le compagnie dialettali amatoriali rientrano negli intenti del TEPSI, perciò, nel 2001, è stato organizzato il Concorso per Filodrammatiche della Svizzera italiana e della vicina Italia, « PREMIO QUIRINO ROSSI BATACC 2001 » in omaggio al mitico attore popolare ticinese, e la cui madrina è la partner di sempre di Quirino Rossi, l’attrice Mariuccia Medici. Tale concorso si ripeterà a scadenza annuale o biennale.
Al primo ciclo, svoltosi nella primavera del 2001, hanno partecipato 8 compagnie teatrali amatoriali della Svizzera italiana, mentre al secondo, in autunno, 8 compagnie delle regioni Lombardia e Piemonte. Programmate nei teatri di Locarno, Bellinzona, Lugano e Chiasso tutte le compagnie hanno fatto parlare di se.Il premio è andato meritatamente alla compagnia grigionese di Roveredo « PICCOLA RIBALTA MOESANA » e , per l’Italia, alla compagnia piemontese “ PICCOLO VARIETÀ ” di Pinerolo.

2001

Nel 2001, a livello professionale, il TEPSI ha proposto, nei teatri della Svizzera italiana, ma anche a Vercelli, Gallarate e Como, con un lusinghiero tutto esaurito, la fantasia dialettale di Yor Milano : «AL DI D’INCHÖÖ SA PO PÜ IMPROVISAA» con l’autore, Mariuccia Medici, in cartellone al Teatro Sociale di Bellinzona, il 13 ottobre 2001.

2002

Per la stagione 2002 è stata proposta una nuova commedia, in collaborazione con la TSI : OL TESTAMENT, due tempi di Sacha Guitry, che la compagnia del dialetto ha pure portato in tournée in Svizzera e in Italia.

Una autentica rivelazione, su TELETICINO, il TALK SHOW «LA CICIARADA» presentata da Dario Robbiani, con ospiti eccellenti, intervistati rigorosamente in dialetto. L’esperimento, doveva essere limitato a 8 puntate, rivelatosi poi uno
strepitoso successo, fu prolungato, arrivando alla 25 puntata ! Realizzata in un primo tempo, in studio, andò in onda in esterno da Grotti o da Bar di casa nostra. Dai sondaggi ha raggiunto punte di 30 a 60 mila telespettatori. Sponsorizzato in un primo tempo dal FOX TOWN, lo fu poi da COOP TICINO. La si può seguire a tutt’oggi.

Nel 2002, si è poi concretizzata la collaborazione con la TSI per la realizzazione annuale di una commedia dialettale con la compagnia degli attori che tutti gli amanti del dialetto seguono da anni sul piccolo schermo. È quindi stata messa “RIÜNION DA CONDOMINIO”, commedia di Vittorio Barino, che ne ha curato anche la regia, portata in tournée in autunno con strepitoso successo in Ticino e in Italia e trasmessa dalla TSI il 29 dicembre con uno share altissimo.
Si è pure ripetuto il II° Concorso QUIRINO ROSSI – PREMIO BATACC 2002, che ha visto premiati, per la Svizzera, il TEATRO CONTESTABILE e, per l’Italia, I CINQCENT di Milano

2003

Nel 2003, sempre in collaborazione con la TSI, è andata in scena: “UN BASIN AI SETT DA MATINA” , una commedia brillante di Vittorio Barino che ha iniziato la sua tournée sia in Svizzera che in Italia e che è stata trasmessa dalla nostra televisione il 31 dicembre .

2004

Nel 2004, la commedia del TEPSI, “ROMEO TETTAMANTI e GIULIETTA TIRABOSCHI” tocca, sempre in chiave satirica, misti a momenti di intensa umanità, i problemi scottanti del sociale come la delocalizzazione di aziende svizzere in Estremo Oriente. Scritta da Vittorio Barino, versione dialettale di Daniele Rezzonico; racconta le vicissitudini di un industriale(Diego Gaffuri) che, grazie a un sofisticatissimo ordinatore elettronico, non ha più bisogno di personale poiché la macchina compie il lavoro “da 10 impiegaa”. Decide quindi di mandare in prepensionamento o meglio di “licenziare” il suo capocontabile (Yor Milano). Ma la vicenda si complica maledettamente a causa dell’implacabilità del sentimento amoroso: infatti il figlio del contabile licenziato ( Riccardo De Luca) e la figlia dell’industriale (Rita Abate), si innamorano. Proprio come ai tempi di Shakespeare, Romeo e Giulietta, malgrado l’opposizione delle rispettive famiglie, cercano la felicità e se ne vanno insieme…Ottimo successo dell’edizione televisiva passata il 31 dicembre alla TSI con uno share da record: il 38 %.

2005

2005, pausa di riflessione per il solito gruppo dialettale caro ai telespettatori. La commedia dialettale è scritta e diretta da Sergio Cosentino, autore e regista di alcuni tra i più famosi comici italiani come Enrico Montesano, Massimo Boldi, I Fichi d’India, Enrico Beruschi, Gianfranco D’Angelo, Max Pisu, Enzo Salvi, Stefano Masciarelli, I Pali e Dispari,. Autore di trasmissioni televisive di successo come: Zelig, Convention, Quelli che il Calcio, Buona Domenica, Domenica In. Battutista per film campioni di incasso come: Vacanze di Natale 2000, Bodyguards, Natale in India, Vacanze sul Nilo, Tifosi ecc e autore di commedie comiche rappresentate nei maggiori teatri italiani.
QUEL TRANVIERE CHIAMATO DESIDERIO” ovvero “AMUR DA FREDEI AMUR DA CURTEI” è la terza commedia di Cosentino interpretata da Yor Milano, nei panni di Frank e da Enrico Beruschi, il mitico ragioniere di Drive in, nei panni di Alvaro, oltre ai bravissimi attori: Graziella Comana (Rosa), Tiziana Più (Luisa), Rita Abate (Ilaria), Riccardo De Luca (Gepi).

2006

Nel 2006 ritorna la compagnia al completo con la commedia di Vittorio Barino“BONASIRA SCUR SINDIGH” , che ha fatto uno strepitoso successo in tutti i teatri e alla televisione il 31 dicembre. Ma la novità è stata la seconda produzione dal titolo “A DÜÜ PASS DA L’ETERNITÀ” , finanziata al 65% dal TEPSI e al 45% dalla TSI. Una storia vera scritta dal regista Thomas Hostettler per la Televisione svizzerotedesca e tradotta in dialetto per farne un originale televisivo che vede quali protagoniste le due prime donne del teatro dialettale ticinese: Mariuccia Medici e Sandra Zanchi. Girata in una stanza gentilmente concessa dall’Ospedale Italiano di Lugano, non è la solita commedia leggera trasmessa dalla TSI nel periodo natalizio. Si tratta di una storia triste, una vera e propria introspezione sul tema della sofferenza e della morte; si svolge nella stanza di un ospedale dove due amiche si incontrano per ricordare esperienze vissute in comune ma anche per disquisire sui grandi misteri dell’esistenza.
Le due bravissime attrici, con la collaborazione di Leonia Rezzonico nel ruolo di una capoinfermiera e di Rita Abate nei panni di una giovane infermiera, riescono a trasmettere, emozioni intense, profonde; una pièce che, a momenti fa sorridere , ma soprattutto riflettere. Chi ha mai detto che la commedia dialettale debba per forza far ridere?

2007

Per promuovere il nostro dialetto anche presso i giovani che lo stanno dimenticando, la grande novità del 2007 scolastico è stato il coinvolgimento, appoggiato dal Dip. Educazione, delle scuole medie di Massagno che, con la collaborazione preziosa del loro insegnante di educazione musicale Mauro Ghisletta e la supervisione del Direttore Corrado Arigoni hanno allestito un lavoro teatrale dialettale dall’ A alla Z,. Il successo al Cinema Lux di Massagno ha fatto maturare un altro debutto dei ragazzi in ottobre al Teatro excelsior di Chiasso.
Questa iniziativa sta per sfociare in una riabilitazione del dialetto che coinvolgerà anche le città di Milano, Varese e forse anche Como, la nostra esperienza infatti serve quale esempio da ripetere nelle scuole per creare integrazione.

Nel 2007 il TEPSI presenta un nuovo lavoro teatrale e il titolo è già tutto un programma:

MEI VEGH DEBIT E MIA PAGAI…CHE VEGH CREDIT E MIA CIAPAI

Una pratica molto attuale. ispirata da una canzone popolare proposta dal complesso vocale la VOX BLENI , la commedia fa una tournée trionfale.
La storia, partorita dall’esuberante fantasia di Vittorio Barino, racconta le peripezie di un ballerino, Gaston Dü Ball, che non pagando gli interessi per un prestito ottenuto da un usuraio, è perseguitato da un killer che ha il compito di gambizzarlo. Ogni volta che suona il campanello della scuola di ballo di Gaston, quest’ultimo si trasforma in formosa matrona, facendosi passare per la sorella . Evidenti i colpi di scena, ma uno dei momenti più esilaranti è l’incontro con il prozio di Gaston che lo prende per un transessuale.
Risate alternate a momenti di tenera commozione fanno del lavoro di Barino una commedia di boulevard in piena regola.. Oltre all’incredibile trasformista Yor Milano un Diego Gaffuri scatenato nella parte del prozio, Mileti Udabotti, esilarante domestica della scuola di ballo, Sara Bellodi, nuovo acquisto del Tepsi in una credibilissima insegnante di balli moderni; simpatica caratterizzazione di Orio Valsangiacomo, nelle vesti di un ambiguo segretario del grande industriale Altieri, impersonato dal bravo Gilberto Fusi. Perfettamente a suo agio nella parte della signora Altieri, Rosetta Salata, altra importante icona del nostro teatro popolare; senza dimenticare l’esilarante Gepe Stanga nella parte di un cliente maldestro della scuola di Gaston Dü Ball e il disinvolto attor giovane Marco Gabutti nella parte del figlio di Altieri.
Va doverosamente segnalato come una commedia dai connotati particolarmente delicati, grazie alla grande professionalità degli attori tutti, non cade mai nel volgare. Mantenendo anche nei momenti più delicati, una grande classe. il successo riscosso nel corso della tournée dimostra quanto il gruppo dialettale sia richiesto ed apprezzato da tutti. La commedia è stata registrata nella sala multiuso di Porza per poi essere trasmessa il 31 dicembre dalla TSI con lo share del 38,2 %

2008

Nel 2008, va in scena OL SEGRETO da la CENTENARIA ovvero DÜÜ AMIS CUMÈ NÜM!
2 atti di Vittorio Barino con la versione dialettale di Daniele Rezzonico-
La vicenda si svolge in una non meglio identificata località sulle rive del lago Ceresio e riflette una realtà molto attuale. Il costruttore Onorino Piccadenti (Yor Milano) litiga col suo grande amico, l’architetto Dante Pezzuti (Gilberto Fusi). La lite riguarda un terreno dove Piccadenti vorrebbe costruire un centro commerciale che stona con la zona lacustre. Nella lite emergono rancori, rimproveri, risentimenti: l’uno volta le spalle all’altro e l’amicizia si rompe.
Rinuncerà il costruttore al suo mega-progetto, per altro ideato in collaborazione con il municipio del paese?
Anche l’architetto ne ricaverebbe un bel guadagno, ma tanto l’uomo d’affari è opportunista, quanto l’artista è intransigente: i due punti di vista non collimano e il dissidio tra i due vecchi amici diventa oltremodo aspro!
Insomma: ingordigia commerciale da una parte, poesia bucolica dall’altra e la disputa che ne nasce coinvolge le rispettive famiglie, rimescolando quel fondo di fango che c’è in tutte le acque, anche in quelle più pulite e nitide!
Così entrano successivamente in azione le rispettive mogli ed i figli, portando a galla segreti di famiglia che avrebbero tutto da guadagnare nel restare celati per sempre!
Ad imbrogliare ancor di più la matassa, arriva la prozia centenaria Celestina che svela ad Onorino un segreto in grado di scombussolarlo definitivamente!
Tournée in tutto il cantone, nei Grigioni e in Italia. La TSI la trasmette come sempre il 31 dicembre.

Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la presenza al mio fianco di preziosi collaboratori “volontari”, che mi hanno aiutato in modo encomiabile con una costanza a dir poco commovente.

In primis la nostra Presidente onoraria Mascia Cantoni,che con la sua esperienza di teatro televisivo ha sempre capito i miei problemi, cercando di trovarne le soluzioni e poi il Presidente uscente Eugenio Foglia, che iniziò il suo mandato con non poche perplessità, preciso e riflessivo com’è. I miei metodi un po’ garibaldini lo lasciavano evidentemente perplesso, ma poi, dopo un breve periodo in “camera barica” si è ambientato molto bene, sopportando pressioni che per i comuni mortali risulterebbero fatali!

Tantissima gratitudine al nostro Vice Presidente Flavio Riva che, pur essendo oberato da tantissime ed importantissime iniziative, è sempre stato presente e mi ha sempre aiutato in qualsiasi momento, mettendo a nostra disposizione l’esperienza acquisita in tanti anni di attività professionale, politica e culturale.

Ma il più sollecitato è forse il responsabile dei bilanci, Marco Mondada, già direttore di Banca Stato che, abituato ad una carica di grande responsabilità, ha spesso minacciato di gettare la spugna, inorridito, a giusta ragione, dai miei bilanci “fai da te”; io lo ringrazio perché se siede ancora al tavolo del nostro comitato, è perché, malgrado tutto, crede in questa affascinante ed entusiasmante avventura.

Grazie a Dario Robbiani, che coinvolto com’è in mille iniziative, trova il tempo per dedicarsi anche al TEPSI. Grazie a Pier Baroni, addetto stampa dell’Associazione, per le sue iniziative e la sua preziosa collaborazione, a Franco Gobbi per la sua solerzia nell’occuparsi del marketing, la preziosa Patrizia Gendotti che ci aiuta a mantenere i contatti con il Sopraceneri e che dimostra tutto il suo entusiasmo per i passi fin qui intrapresi. Last but not least (per usare un gallicismo spagnolo di origine bretone!) un immenso grazie a Mary Vigolo per il suo lavoro di costumista e segretaria di produzione che con una retribuzione da rimborso spese continua ad aiutarci generosamente! Un saluto di benvenuto al nuovo Presidente del TEPSI: Alfonso Passera, direttore dell’Ente turistico del Malcantoner, che ringrazio sentitamente questo importantissimo incarico. Mi rivolgo a tutti voi: potrei avere le iniziative più geniali, potrei cercare tutti gli sponsors e tutti i soci del mondo ma senza il vostro aiuto sarebbe stato veramente tutto inutile, perciò…ancora un grande grazie.Sono già passati 10 anni…non ci posso c redere!

SE TA CATI TA COPI
Tra le iniziative che sottolineano i 10 anni del TEPSI va segnalato il doppiaggio di un Western in dialetto. L’idea era partita da Graziano Monzeglio che fece un primo tentativo con un film western all’italiana ma il risultato non fu eccezionale. l’iniziativa comunque era geniale, bisognava però applicarla ad un film di qualità. È stato scelto il capolavoro di John Ford “Sentieri selvaggi” con John Wayne e Nathalie Wood (1956). Ottenuti i diritti dalla Warner Bros di Zurigo, siamo partiti nel periodo estivo dell’anno scorso. Il titolo sarà “SE TA CATI TA COPI” . L’adattamento alla versione dialettale è stata la fase più delicata e Yor Milano , con la consulenza di diversi esperti di dialetto, impiegò tutto il mese di luglio per un risultato soddisfacente; mentre per il doppiaggio vero e proprio, ci volle un mese e mezzo presso l’ “AUDIO 4” di Graziano Monzeglio. Tutti gli attori hanno accettato di partecipare gratuitamente e li ringraziamo sentitamente per la loro disponibilità. Grazie per aver messo a disposizione AUDIO 4 di Crocifisso di Savosa a Graziano Monzeglio e al suo collaboratore tecnico Franco Monastero. L’appuntamento è per l’ultimo fine settimana di aprile presso Cinestar di Lugano cui seguiranno proiezioni in tutte le sale cinematografiche del Ticino.
Non ci resta che ringraziare gli attori: Gianmario Arringa – Sandra Zanchi – Mileti Udabotti – Sara Broggini – Elisabetta Lazzaroni – Gilberto Fusi – Antoinette Werner – Marco Gabutti – Carlo Nobile – Miro Bizzozero – Orio Valsangiacomo – Gian Paolo Caligari – le Bimbe: Roberta Reggiani e Marika Della Torre – Yor Milano, che ha curato anche la direzione di doppiaggio. Un grazie particolare va a Mauro Canevascini per la consulenza cinematografica, a Leo Baumgartner della Warner Bros di Zurigo e a Cinestar di Lugano per aver accettato di ospitare l’evento. Grazie alla segretaria di produzione del TEPSI Mary Vigolo per la consulenza amministrativa e l’ottimizzazione e al nostro fotografo Drago Stervanovic per aver immortalato tutta l’operazione, fin dal suo nascere. Dopo l’appuntamento in Ticino, l’evento si è trasferito oltre frontiera dove è stato accolto con grande trepidazione al festival dell’Insubria che si tiene ogni anno a Varese e dove il TEPSI è ospite d’onore.

2009

Nel 2009 viene allestita la commedia UL STRALÜSC, due tempi di Vittorio Barino che racconta la storia del titolare di una avviata finanziaria luganese, l’avvocato Augusto Lappetti (nella finzione scenica l’attore Yor Milano) il quale non immaginava di sicuro che, in una sera di temporale, appoggiando la mano sul cancello del suo giardino, il mondo per lui sarebbe cambiato drasticamente. Infatti, dal cielo tempestoso scende un fulmine che atterra proprio sulla sua persona. L’esito, per sua fortuna, non è fatale: il fulmine non gli lede gli organi vitali, ma provoca uno straordinario effetto di estraniazione che lo porta a modificare estemporanea-mente i tratti del suo carattere e della sua coscienza. Cambiano di colpo i suoi poteri mentali, e il malcapitato vede trasformato drasticamente il proprio intelletto, e di conseguenza la sua personalità. Il durissimo uomo d’affari, temuto dai suoi dipendenti per il modo sbrigativo e carognesco con cui gestiva la sua finanziaria, entra in un insolito stato intellettivo che modifica la struttura del suo atteggiamento verso il prossimo. La sua mente, pur rimanendo apparentemente lucida, ragiona in un modo diverso, causando un enorme sconcerto nelle persone che lo conoscono e che vivono con lui la vita di tutti i giorni. Addirittura il nostro avvocato sembra acquisire poteri extra-sensoriali provocando un totale sbigottimento nell’ambito familiare. I suoi cari, la moglie (Rosetta Salata), la sorella (Mileti Udabotti), il figlio (Marco Gabutti) e il socio d’affari (Gilberto Fusi) cercano di sottrarlo alla curiosità dei media, isolandolo dai contatti coll’esterno, ma…ecco che sorge il grande problema: infatti l’avvocato ha appena ricevuto una grande somma di denaro in contanti che avrebbe dovuto versare in banca, ma di cui è sparita ogni traccia. Così, tutti vengono coinvolti in una caccia al tesoro che porterà ad una sorpresa, che non riveliamo per il piacere dello spettatore che seguirà a teatro le allegre vicissitudini di questa commedia. Perché, ad onta della serietà della situazione, ossia lo sdoppiamento della personalità, Vittorio Barino non dimentica gli effetti comici che ne scaturiscono, e tratta con umorismo le peripezie che costellano la vicenda del poveretto che, per colpa del fulmine, perde i pezzi della sua indole e del suo ego.
Nel mentre continua il successo del Western che viene richiesto ovunque: nei comuni ticinesi e anche in Italia. Ma già si delinea il prossimo film, sarà la versione dialettale del capolavoro di Billie Wilder “ SOME LIKE IT HOT”, di cui già tutti parlano, e che diventa :“DÜÜ TESTIMONI SCOMOD” .Vi domanderete, perché non è stato tradotto come in italiano, cioè: “A QUAIDÜN AL GA PIÀS CALD”? Ma perché in dialetto non funziona, anzi è terribile e anche un po’ ambiguo! Forse una domanda ovvia potrebbe essere questa: come mai,dopo il successo strepitoso del western “SENTIERI SELVAGGI” che riempie tutt’ora le sale, anche in Italia, non avete proposto subito un secondo Western doppiato in dialetto?
Ecco la ragione: l’aver scelto SENTIERI SELVAGGI, quale prima proposta di doppiaggio in dialetto, è stata una fortuna da una parte, poiché è sicuramente il più bel Western mai realizzato, forse perché tratta da una storia vera. Dopo decine di visionamenti, non siamo riusciti a trovare un Western di quella statura, e ciò ci ha impedito di continuare in quella direzione, c’era infatti il pericolo di sentirsi dire dal pubblico: “Era più bello quello dell’anno scorso!” E questo non potevamo permettercelo. Bisognava perciò rivolgerci verso un genere totalmente diverso. Dopo un’attenta ricerca, il capolavoro di Billie Wilder ha avuto il sopravvento. Ma qui la sfida si faceva molto più ardua perché parlare in vernacolo in una storia ambientata nella Chicago degli anni venti…”l’è mia vuncia”, come si dice in valle! Bisognava usare un dialetto molto depurato, ma che fosse sempre “ul noss dialet”, non potevamo infatti permetterci inflessioni volgari, soprattutto nella persona di Marilyn. Quindi l’adattamento è stato molto più laborioso.
Se nel Western sono state usate le voci dei nostri attori del dialetto, in questo caso ci volevano una ventina di voci nuove e giovanili. Abbiamo dovuto rinnovare ed arricchire la nostra banca voci proponendo al pubblico una serie di provini. In aprile dello scorso anno si presentarono 150 persone interessate a questa nuova attività. Abbiamo dovuto suddividerle in tre gruppi ed abbiamo organizzato un corso accelerato di doppiaggio in dialetto in tre sessioni distinte.
Si è sicuramente arricchita la nostra banca voci, ma al momento di iniziare il doppiaggio c’è voluto il suo tempo per trovare le voci giuste, che calzassero cioè con il personaggio del film. Ecco quindi la ragione di tanto ritardo. Comunque il risultato è tutto da vedere.
C’è da ricordare che, come per il Western, la colonna sonora, in questi vecchi films col togliere i dialoghi per sostituirli con quelli in dialetto, si riempie per così dire di vuoti, di silenzi. Graziano Monzeglio ha dovuto riempire con la musica e relativi rumori, abbiamo contato più di duemila tagli elettronici, un lavoro da certosino durato mesi! Ne approfitto per ringraziare Graziano e il suo braccio destro dell’AUDIO 4, Franco Monastero come pure Giona Beltrametti della PG VIDEO per il montaggio e i titoli in dialetto.
Se volete avere un’idea di quanto ammontano i costi complessivi di un doppiaggio come questo, siamo nell’ordine di 60’000.- franchi e siamo sponsorizzati solo in parte. Siamo quindi aperti alle proiezioni a richiesta, ad incominciare dai comuni che ci hanno già ospitato con il Western . Anche per questo film la spesa è di fr.2’200.- per sera. Con tutta l’attrezzatura portata da noi.
Le voci che hanno partecipato al doppiaggio sono: Antoinette Werner che ha doppiato magistralmente Marilyn, Carlo Nobile ha doppiato Jack Lemmon e io ho prestato la voce a Tony Curtis poi ci sono Elisabetta Lazzaroni – Virginia Parmiani – Flavio Sala – Orio Valsangiacomo – Eros Agosta – Gian Paolo Calligari – Bianca Viglezio – Silvano Montanaro – Gemma Barzaghi – Daniela Longoni – Mariella Budel – Sabrina Balestrieri – Maria Avena – Marco Cortesi – Roberto Pellini – Marco Del Menico – Luca Rege Colet – Claudio Caverzasio –
Ed ora mi permetto anche di ricordare con affetto il nostro caro amico e collega Gianmario Arringa, che prima di lasciarci, in settembre dell’anno scorso, è riuscito ad interpretare magistralmente la parte del gangster “GHETTE”; un grande grazie a tutti coloro che hanno fatto il corso di doppiaggio e che hanno partecipato al film solo con poche battute. L’appuntamento con “DÜÜ TESTIMONI SCOMOD” è stato fissato per mercoledì 11 maggio 2011, al CINESTAR di Lugano per la PRIMA ASSOLUTA per poi essere richiesto ovunque con un successo davvero senza precedenti.

Dobbiamo ammettere che questa nuova attività del TEPSI, è stata vista positivamente dalla critica degli esperti. Per esempio Gino Buscaglia era piuttosto scettico all’idea di doppiare un Western, ma quando lo vide in anteprima dovette ricredersi e confessò che non avrebbe mai pensato in una simile riuscita, si entusiasmò al punto da volerlo presentare lui stesso nel 2010, al Cinestar,. Solo un certo Nepoti, del Quotidiano Repubblica, senza averlo visto, ha scritto: “Un Western in dialetto non può che far ridere”; un pregiudizio che lo condanna a priori. Alla Cineteca di Milano dove siamo stati chiamati nel 2009, il grande critico cinematografico Morando Morandini, dopo averlo visto ci ha elogiati dicendo:” Yor, avete fatto un capolavoro!”
Si dovrà oggettivamente ammettere che questa nuova attività del TEPSI, di doppiare in dialetto i capolavori della cinematografia del passato, oltre a confermare la nostra vocazione di salvaguardia del dialetto, ha il grande pregio di riproporre delle pellicole certamente di alto valore artistico ma ormai dimenticate e che nell’ambito di un cineclub, attirerebbero pochi sparuti spettatori, noi invece, dove andiamo, facciamo il tutto esaurito.

Rivolgo tutta la mia gratitudine a chi ci sostiene economicamente in modo sostanziale: in primis: il Dip. Educazione Cultura e Sport, la TSI, co-produttrice di tutti i nostri allestimenti, alla Città di Lugano e all’AIL, alla Manor. Un grazie agli sponsors occasionali quali Taiana S.A. per il materiale offerto e la ditta Trippel per la preziosa collaborazione. Grazie ai collaboratori Gina e Saverio Abate e un tenerissimo grazie alla nostra irrinunciabile e insostituibile suggeritrice e mio angelo custode Bianca Viglezio. Per arricchire l’immagine del TEPSI è stato decisivo l’arrivo del nostro artista fotografo Drago Stevanovic, che ha immortalato tutte le nostre produzioni e le cui foto, ben 6 mila, si possono ammirare sul nostro sito www.tepsi.ch e che ha collaborato con Piero Vagli alla realizzazione del nostro “BATACC” .Grazie alla Tipografia Grosa per i prezzi agevolati e grazie all’Editore Dadò per il prezioso aiuto offerto a tutt’oggi nella pubblicazione della nostra rivista
Uno speciale ringraziamento ai professionisti diventati soci del TEPSI come medici, avvocati, architetti, farmacisti, ingegneri, alle imprese di costruzione, macellai artigiani e a tutte le categorie che hanno capito l’importanza del nostro operato e delle nostre iniziative e ci sostengono anche nella pubblicazione del BATACC con le loro inserzioni.

2010

2010, nuova produzione TEPSI-RSI : Vittorio Barino scrive una nuova commedia in due atti che Daniele Rezzonico traduce in dialetto: LA TO DONA L’È LA MÈ DONA.
È la storia di un tale di nome Limpido, che cade in mare da uno yaght e sparisce nei flutti del Pacifico. Tutti lo credono morto e dopo due anni, la moglie si risposa con un imprenditorte. Lui però, dopo otto lunghi anni ritorna, creando uno scompiglio non da poco e asserendo di essersi salvato su un’isola deserta. Un giovane giornalista non crede alla versione del naufrago e parte per fare un’indagine, e scopre che l’isola di Limpido non era per nulla deserta e quando torna, presenta a tutti la compagna di Limpido, un vero colpo di scena. La commedia che ha debuttato a Biasca nella grande Palestra della SPAI con 800 persone, ha replicato a Locarno e a Chiasso riscuotendo un grande successo, per poi passare sugli schermi della RSI, come sempre, il 31 dicembre con lo share del 35%, un ottimo indice di gradimento.

2011

Nel 2011, in maggio, al Cinestar di Lugano, viene proposto il film “A QUALCUNO PIACE CALDO” doppiato in dialetto.
Dopo la fatica di “SE TA CATI …TA COPI”, IL TEPSI ha mantenuto la sua promessa, anche se con gran fatica. Infatti, se doppiare il Western in dialetto non è stata certo una passeggiata, il doppiaggio di “ A QUALCUNO PIACE CALDO” ovvero: “DÜÜ TESTIMONI SCOMUD” è risultata un’impresa titanica. Se nel Western, dopo cinque minuti di dialogo, John Wayne, che parlava in vernacolo, diventava credibile, sentire Tony Curtis e Jack Lemmon, nella cupa atmosfera della Chicago del ‘29, parlare in lombardo-ticinese non era del tutto scontato. Doveva essere un dialetto molto “cittadino”, senza inflessioni, per non arrischiare di cadere nel volgare. Yor Milano si è guadagnato il merito di fare l’adattamento in lingua ticinese, e siccome il dialetto si adatta meglio al labiale, dell’italiano, in certi momenti sembra proprio che gli attori parlino in dialetto. Ma dove andare a scovare così tante voci adatte per una simile impresa? Dopo una minuziosa ricerca attraverso numerosi provini che hanno visto l’adesione di 150 partecipanti, è poi seguito un corso accelerato di doppiaggio!. Ma poi la scelta è risultata perfetta. Per ovvie ragioni, la voce più delicata da trovare è stata Marilyn Monroe e, tra un centinaio di voci femminili, è stata prescelta Antoinette Werner, una brava attrice che lavora presso la Radio della Svizzera italiana, che ha saputo prestare una voce credibile a Marilyn: un po’ oca, molto sexy e, a momenti, inaspettatamente spiritosa, proprio la voce della versione originale. Si ringraziano ancora tutte e tutti coloro che hanno partecipato a questo doppiaggio, contribuendo non poco al successo dell’operazione.
Va pure ricordato il lavoro da certosino praticato da Graziano Monzeglio di Audio 4 e dal suo collaboratore Franco Monastero, che hanno dovuto ripetere l’exploit effettuato col western: non essendovi, in queste vecchie pellicole, la colonna sonora internazionale, si è dovuto cancellare tutto il sonoro, inserivi i dialoghi in dialetto, rifare ex novo le musiche originali e i rumori e quindi mixare il tutto. Sono stati necessari 4500 tagli… un lavoro da certosino durato tre mesi!
A prestare la voce a Jack Lemmon è Carlo Nobile, a Tony Curtis Yor Milano, che si è divertito moltissimo ad alternare 3 voci: quella naturale, quella da donna e la voce snob di Mr Shell. Un pensiero speciale va a Gianmario Arringa, che dopo la sua splendida interpretazione nel Western, doppiando magistralmente John Wayne, è riuscito a prestare la sua voce al gangster “GHETTE”, proprio un paio di settimane prima di lasciare questo mondo. Il TEPSI gli dedica perciò questa fatica collettiva, ringraziandolo per questo suo ultimo prezioso e indimenticabile contributo.
Per non essere accusato di banalizzare un capolavoro come questo, il team ha dovuto creare un prodotto perfetto, ammesso che la perfezione esista, c’era infatti molta gente col fucile spianato, pronta a sparare a zero.! Ma il risultato c’è, e si “sente”, è proprio il caso di dirlo. Il più bel commento raccolto: “ Questo film non è stato doppiato, è stato reinterpretato!”…E scusate se è poco!!!!
Per chi non conoscesse la trama di questo film, vi ricordiamo che il grande regista Billy Wilder, ispirandosi alla famosa strage di San Valentino, in cui Al Capone con la sua gang, irrompe in una officina meccanica dove gioca a pocker una gang avversaria capitanata da un cinese che ha fatto una soffiata alla polizia e fa una carneficina. Questo avvenne nella Chicago anni 29. Wilder immagina che ad assistere a questa strage vi furono due musicisti che riuscirono però a scappare. Diventando testimoni scomodi e per sfuggire al gangster che Wilder ha battezzato “GETTE”, i due si fanno ingaggiare come bassista e sassofonista, da un’orchestra di donne in partenza per Miami. Raggiungono l’orchestra, ovviamente in gonnella, alla stazione di Chicago e da quel momento inizia un’avventura che alterna momenti di suspence a momenti di irresistibili situazioni comiche cui si inserisce con prepotenza una Marilyn irraggiungibile e strepitosa. Un vero capolavoro, ma soprattutto : una risata di due ore!
Consigliamo perciò il pubblico di Varese e dintorni di non perdere una simile occasione, non si ripeterà più tanto presto di vedere Marilyn, Jack Lemmon e Tony Curtis parlare in perfetto lombardo-ticinese!
Yor Milano, in qualità di produttore, presenterà personalmente l’evento con alcuni tra gli attori protagonisti del doppiaggio.

Nel 2011 . LA NUOVA COMMEDIA DI VITTORIO BARINO è:
L’APETIT L’È LA SALSA PÜSSÉE BONA CHE GA SIA”, un titolo che riproduce un detto dei nostri nonno, molto efficace per questa trama.
È la storia di Enrico Peltroni il famoso chef di un noto e ben frequentato ristorante sul lago di Lugano che spera di ottenere la IIIa Stella Michelin e sogna (e nel contempo teme…) il momento in cui si presenterà in incognito, l’esperto della prestigiosa guida.
Sua moglie Ginetta e’ una severa direttrice di sala. Infatti dirige a bacchetta i camerieri del ristorante. I due hanno un figlia: Alice, che non combina un granche’.
e` sposata con Filippo, un bel ragazzo di trent’anni, che e’ sous-chef nella cucina
di papà Peltroni. ma alice, dopo i fatidici sette anni di matrimonio, e’ in piena crisi.
Finalmente Peltroni apprende da fonte sicura, che un esperto della Michelin verrà in incognito a visitare il suo ristorante. Nel mentre, dal garage sotterraneo, appare Filippo: e’ infuriato, poiché ha scoperto che la loro automobile – nuova di zecca – presenta chiari segni di un incidente.
messa di fronte alle sue responsabilità, alice ammette di aver avuto un…lieve scontro a taverne, niente polizia, tutto a posto!
Intanto Peltroni, grazie ad una telefonata del suo segretissimo informatore,
apprende che l’inviato della Michelin e’ in cammino. Peltroni da’ inizio ai preparativi.
Quando l’ometto arriva, si scopre che non è l’esperto della guida Michelin bensì un modesto frontaliere padano che riconosce Alice e l’accusa di avergli distrutto la vettura e di essere scappata. Filippo, scopre così che sua moglie, il giorno dell’incidente, era in Italia , e non…a Mezzovico e la bugia lo insospettisce!
Ci sono tutti gli ingredienti della commedia degli equivoci e per ovvie ragioni,
ci guardiamo bene dallo svelarvi la conclusone di questa brillantissima pièce in due atti di Vittorio Barino che ne cura anche la regia, con gli attori: Rosetta Salata, Flavio Sala, Carlo Nobile, Mileti Udabotti, Marco Gabutti, Simona Berni, e, nella parte del grande chef, Yor Milano.

2012

Il 2012 vede la messa in scena in aprile, con il debutto il 1° maggio al Palazzo dei Congressi di Lugano de «GIÒ I MAN DA L’OMM DI CAVERNI»: uno spettacolo intelligente, solo per ticinesi intelligenti!
Visto l’impatto che il dialetto sta avendo culturalmente, sulla popolazione di casa nostra, basti vedere il successo dei “ FRONTALIERS ”, questo evento merita una segnalazione particolare, anche per lo sforzo notevole che questa produzione ha richiesto al TEPSI.
È la trasposizione in lombardo-ticinese del successo planetario e «one man show» di Robert Becker «Defending the Caveman», portato sul palco per la prima volta il 26 marzo 1995 a New York, diventando poi il monologo di più lunga durata nella storia di Broadway. Andrà in scena il 1°. maggio prossimo, alle 20.30 al Palazzo dei Congressi di Lugano, protagonista e regista Yor Milano.

«GIÒ I MAN DA L’OMM DI CAVERNI», che nella versione in italiano è già approdato un paio d’anni fa, sia al Palacongressi di Lugano che al Sociale di Bellinzona con Maurizio Colombi (regia di Teo Teocoli), mette in evidenza il rapporto ancestrale uomo-donna, il primo, cacciatore (sempre all’epoca delle caverne) la seconda «raccoglitrice». Nel senso che il maschio deve concentrarsi su un solo obiettivo: scovare e uccidere la preda, durante la quotidiana cacciagione, per sfamare la famiglia, mentre la «cavernicola» deve invece interagire con altre colleghe, le vicine «di caverna», occuparsi degli anfratti e dei discendenti, tenere aperti tutti i canali, affinché la navicella familiare prosegua, fra “bonacce” ed acque burrascose, la sua rotta con il minor numero di intoppi possibili, . Due mondi che non si incontreranno mai, ma che da sempre, cercano di convivere, pur mantenendo le proprie peculiarità decisamente abissali. Una recente ricerca scientifica, per esempio, ha potuto accertare che l’uomo pronuncia mediamente 2 mila parole al giorno, mentre la donna arriva alle 7 mila parole. Ammettendo anche che la metà del portato orale non sia necessaria, il vantaggio femminile, nella comunicazione, è più che evidente. Il risultato del difficile monologo teatrale è perciò esilarante. Il meccanismo che fa scattare la risata è quello dell’«identificazione». Nel senso che lo spettatore si riconosce nelle situazioni. E instaura un rapporto diretto con il protagonista (Yor, che si esprime rigorosamente in dialetto), identificandosi sia nelle battute sia negli equivoci, inevitabili. Passato e presente, nel trasferimento dell’atmosfera cavernicola al salotto buono di casa. Così che, nulla veramente è cambiato nel rapporto di coppia, sull’arco dei millenni. Ragione per cui, verso la fine della performance, c’è un’ennesima proposta di riconciliazione , per rendere questo rapporto, oggi così deteriorato, un po’ più vivibile e proficuo. A buon intenditor……
Lo spettacolo non ha certo né aspirazioni didattiche né vuole promuovere nuove teorie antropologiche, ma semplicemente evidenziare la diversità dei linguaggi, tra uomini e donne impegnati in situazioni di convivenza.

Un successo mondiale (traduzione in 15 lingue, otto milioni di spettatori) che arriva al nostro pubblico, quello svizzero italiano, nella versione linguistica più vicina alla «ragione del cuore». Un abbraccio a lunga distanza fra «cavernicoli» e protagonisti delle attuali generazioni, all’insegna del nostro dialetto, della risata, dell’ironia e dell’autoironia.

"2013...  2014... 2015
Sono storia di oggi, che trovate... già su questi schermi.

Nonostante la rinuncia della TSI a sostenere le nostre commedie è continuata instancabile l’opera di sensibilizzazione soprattutto tra le classi dei professionisti che afferrano immediatamente l’importanza di mantenere viva la nostra ricca, insostituibile tradizione popolare e aderiscono incondizionatamente alla nostra Associazione.

E il passo di Ul Batacc on-line è la mossa decisiva per guardare in faccia con grinta rinnovata il futuro.
 
Terminiamo in bellezza con il nostro slogan, visto il successo di tutte le iniziative del TEPSI:

“Ul dialett l’è mia mort,l’è püssé vif che mai,ma al pica ala tua porta parché al gh’a bisögn da ti!

frill

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