Mauro Frischknecht - Agno

A cura di Pietro Vagli Viello. Mauro Frischknecht, primo cittadino di Agno, architetto in pensione ma solo con il corpo, perchè la mente, il cuore e l’anima di questo signore ex Responsabile del Dicastero delle costruzioni e della pianificazione del territorio; pulsano e agiscono sempre più, per il bene comune del suo evoluto Borgo.
Ventotto anni, di cui gli ultimi sedici come Sindaco, dedicati al Municipio e ai suoi concittadini, un uomo che tanti anni fà entra nel circuito della politica con il serio intento di investire il suo operato al servizio della comunità e delle sue esigenze primordiali.

Si chiamava Giuseppe Garibaldi e fu accolto dalle autorità e dalla popolazione con dignità e stima. L’uomo dei due mondi però al contrario dei militari russi, lasciò garbo educazione e un pezzo di storia decisamente più civile. Una civiltà che venne ripagata da un gesto tanto nobile quanto artistico da parte del pittore Bernardino Giani, il quale ne fece un ritratto che restò negli annali della pittura mondiale.
Nel 1955 fu fondato il Museo Plebano oggi sede di conservazione dei ritrovamenti archeologici delle civiltà preistoriche che nel corso dei secoli abitarono tutto il Malcantone. 

A quanto sentenziato dagli esperti di settore, Agno come un po’ tutta la valle e la zona prealpina fu sede di molte etnie, italiani liguri ed etruschi si avvicendarono nella permanenza di un periodo storico che anticipò l’era di Cesare fino a quella di appartenenza al feudo di Milano, a differenza di Lugano e di quasi tutto il territorio meridionale del Ticino, che furono ascritti alla giuristizione di Como.
In questo schema d’ordine territoriale la città di Milano poteva disporre e attribuire al proprio dipartimento regionale, una fascia che comprendeva la Valle Olona, la Val Ganna e la Valle del Vedeggio fino ai confini estremi di Bellinzona, incluse molte attività commerciali, come la famosa Pescheria di Agno
Tutto questo fino al 1127, epoca in cui Como (attraverso una guerra decennale con Milano) riuscì ad impadronirsi di tutto il sottoceneri estendendo ed imponendo la propria disciplina politica e religiosa.
Agno in quegli anni divenne saldamente comasca e venne politicamente affiliata a quel modello amministrativo comprendente anche le pievi di Lugano, di Capriasca e di Riva San Vitale, entrando a far parte di quell’organigramma denominato Val Lugano.
A partire però dal 1512, tutto questo grande feudo torno ad essere conquistato dagli Svizzeri che lo eressero territorio di comproprietà dei XII Cantoni, stessa epoca a cui risale la famosa Concessione della fiera di San Provino.
Nei due secoli a seguire, il territorio di  Agno diede i natali a molti nomi illustri. Da famiglie patrizie come quelle dei Quadri, dei Rusca, dei Boffa e dei Negri, emersero grandi artisti. Per opera dell’illustre prevosto Tullio Vincenzo Rusca da Cassina d’Agno, nel 1780, il conterraneo architetto Antonio Boffa, dà inizio alla costruzione della nuova monumentale collegiata, (la stessa sarà sede di passaggio dell’esercvito russo di cui vi abbiamo parlato ll’inizio di questa nota storica)
Da segnalare l’importante contributo dato dal colonnello Natale Vicari d’Agno, con i suoi militi, alle guerre del Risorgimento.
Agno e i suoi dintorni restano nel tempo, luoghi di grande culto e insigne storia, una storia ricca di memorie come le limpide linee delle sue chiese, l’mponente basilicata neo-classica adiacente al famoso ossario barocco, fatto costruire dai patrizi, il garbato oratorio dei SS Rocco e Carlo e il prezioso oratorio di San 
Giuseppe. 
Tutte opere che stannno a significare il genio e l’elegante mondanità culturale e antropologica degli artisti di guesto 
borgo.

Sindaco di Agno

Quasi 30 anni di impegno sociale, più  soddisfazzioni o più dispiaceri?

Le illusioni e i dispiaceri sono spesso derivati dall’incapacità territoriale di percepire e rispondere adeguatamente ad alcune soluzioni proiettate verso problematiche decisamente più importanti rispetto ad altre, se vogliamo usare un termine blando, più leggere. Nonostante tutto se faccio un serio reso conto di questi anni, devo dire che grazie al cielo le soddisfazzioni battono in dignitosa misura i dispiaceri.

Cosa significa fare politica?

Significa rappresentare la propria comunità e non giocare sulla pelle degli altri, significa saper mettere la faccia per difendere il proprio territorio senza danneggiare nessuno, significa avere rispetto del bene comune, anche di coloro che non la pensano come te, a prescindere dalla fede politica e religiosa.

La storia ci insegna che i popoli per difendere il proprio territorio hanno dovuto combattere con tutte le conseguenze negative del caso, come si fa a difendere la propria giuristizione senza danneggiare niente e nessuno?

Ciò che lei dice è vero, ma io credo in questo momento epocale la mentalità dell’essere umano si è evoluta, si costituiscono scenari di guerra completamente diversi da quelli del passato. Certo il fine è lo stesso, per far del male non devi necessariamente uccidere il nemico, ma sono convinto che se si avesse  il coraggio e la capacità di vedere i problemi con una mentalità più aperta al bene comune, tutto risulterebbe meno dispendioso.

Ci faccia un esempio che coinvolge la sua alacrità di Sindaco?

Noi qui ad Agno abbiamo il più eclatante degli esempi; la nostra spina nel fianco e la viabilità, il traffico prodotto dalle auto che passano dal nostro comune  crea serissimi problemi di praticabilità della rete stradale. Per chi, da Ponte Tresa , da Caslano e da tutta la zona del malcantone, deve raggiungere Lugano ogni mattina, l’impresa risultà più che ardua.

E i vertici garanti di Agno come intendono affrontare il problema?

Un responsabile e coscenzioso progetto di circonvallazione, è stato bocciato dalle istituzioni competenti, che hanno dato ragione ai ricorsi di alcune piccole frazioni a noi vicine le quali, per salvaguardare alcuni piccoli aspetti della qualità di vità del proprio borgo si sono opposte in ogni modo. Questo a mio modesto avviso è il risultato dell’incapacità di vedere l’interesse pubblico di una regione intera rispetto ad un’esigenza locale. Con questo non voglio dire che la realtà locale debba essere denigrata o peggiorata a favore del progresso, sono però convinto che con le adeguate misure d’intervento tutto può essere realizzato.

Ok progetto circonvallazzione bocciato, piano B ?

Il piano B come lo chiama lei è un progetto di una transibilità sotterranea che verrà realizzata in contemporanea alla costruzione di una linea ferroviaria ancor più efficace di quella esistente, abbiamo seria intenzione di convogliare il traffico privato sul mezzo pubblico e crediamo questo possa risolvere in buona percentuale il grave problema della viabilità. Il progetto è già stato approvato dal Gran Consiglio di Berna, ci sono però voci che vorrebbero trasformare questo progetto dando vita alla costruzione di una galleria, capisce che questa soluzione richiederebbe un tempo di realizzazione pari a 20/30 anni, qui abbiamo bisogno di tempi più brevi, e a riguardo nei primi mesi del 2013 faremo partire un’iniziativa costituzionale attraverso una votazione popolare.  A Berna devono capire che se non troviamo una soluzione nel prossimo futuro in questa zona si rischia seriamante di compromettere tutte le potenzialità legate all’economia, all’ambiente e di conseguenza alla qualità della vita.

Agno sede di un importante aeroporto, quali i vantaggi e quali gli svantaggi?

La struttura aeroportuale rappresenta un tassello molto importante per tutta la rete economica del basso Ticino, non a caso Agno è diventata negli ultimi anni autorevole sede di svariate realtà bancarie e commerciali, l’altra faccia della medaglia è l’impatto ambientale, si vorrebbe allungare la pista di circa 70 metri a nord, e ovviamente questo costituisce motivo di diatriba tra gli abitanti delle costruzioni adiacenti alla struttura. Valuteremo il problema insieme ai diretti coinvolti, nell’interesse del bene comune, al fine di evitare disagi oltre misura.

Quindi il vostro Municipio non sente la crisi generale?

É la storia che si ripete, come diceva prima lei, la storia ci insegna. Anche
questa volta la crisi sembra toccare soprattutto più deboli, noi ad esempio avvertiamo la crisi perché sono aumentate le richieste di aiuto nel sociale. Ma non vogliamo farci prendere in contropiede, intendiamo aiutare i nostri cittadini, da due anni abbiamo dato più forza al nostro sportello d’ascolto, un Assistente Sociale è a disposizione di chiunque abbia bisogno d’aiuto e nel limite del nostro possibile cerchiamo di dare l’assistenza necessaria.

Che tipi di aiuti vengono richiesti?

I nostri concittadini sono persone di grande dignità, chiedono opportunità d’impiego, il lavoro è la prima richiesta e spesso riusciamo a risolvere il problema cercando di impiegare al meglio ognuno.

Avete in progetto altre migliorie ?

Certamente, le due prima menzionate, sono solo l’inizio di considerevoli rinnovamenti, come il progetto di migiorare la riva lago.

Attraverso quali interventi?

Costruire un nuovo porto, creare una piscina che possa essere usufruibile sia nei mesi estivi che in quelli invernali. Stiamo anche lavorando al progetto per meglio usufruire di parte dei 200mila metri quadri di verde del Basso Vedeggio, che prevede l’allestimento di un impianto di attrezzature sportive a disposizione di tutti. Questo ovviamente anche per dare vita ad un processo di condivisione tra gli abitanti di tutta la zona e dei comuni adiacenti.

Quanto e come è cambiata Agno da quando lei ha cominciato ad operare prima come municipale e poi come Sindaco?

Io partirei da prima ancora della mia esperienza politica, Agno nel corso dell’ultimo secolo un po’ come tutta la valle, è passata da una economia prevalentemente agricola, ad uno sviluppo sempre più propenso a servizi e rimesse di ogni genere. Un’espansione poco qualitativa dettata soprattutto dalla dinamica demografica della zona, grandi depositi, in modo particolare quelli inerenti al settore dell’edilizia. Poi però negli ultimi 50anni c’è stata un’inversione di interesse commerciale che ha visto esplodere una diversa tendenza di molteplici servizi, come quelli finanziari, quelli mediatici gli immobiliari, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, le comunicazioni, i trasporti; c’è stato anche un grande sviluppo nel campo dell’informatica, e della sanità, tutti rami che hanno contribuito in modo serio a fondare la base della struttura economica di questa regione.

Il suo sogno prima di cedere la poltrona di primo cittadino?

Sicuramente quello di inaugurare i lavori attinenti al progetto di miglior viabilità, e poi vorrei realizzare una bella e dignitosa piazza della città, dove le mamme con i loro bimbi possano trascorrere pomeriggi sereni, nel verde con un accenno alla cultura e all’arte, dove i nostri pensionati si possano ritrovare a chiacchierare, dove insomma chiunque si fermi a godere delle proprie ore di libertà dagli impegni della vita quotidiana, possa sentirsi sicuro e protetto, senza dover subire troppo rumore e troppo traffico.

piero.vagli@tepsi.ch

Sagra di San Provino

Diversamente dalla sagra di San Martino di Mendrisio che sancisce l’arrivo dell’inverno, quella di San Provino è per eccellenza sin dai passati secoli la sagra amica della bella stagione, dei colori, dei sapori e dei profumi della primavera.

Questa fastosa ricorrenza si svolge ogni anno, in genere nel secondo weekend di marzo in perfetto sincronismo col le rievocazioni religiose, in onore del santo.

Monsignor Provino Vescovo di Como nel 400, uomo originario della Gallia Transalpina, fedele discepolo di Sant’Ambrogio, successe a tale carica dopo la morte di Monsignor Felice allora primo vescovo di Como.

A San Provino, tra i tanti meriti, prevale quello di aver saputo giustamente e modestamente valutare e maturare l’importante decisione di edificare la chiesa dei santi Gervaso e Protasio. Un monumento alla quale per tempo e per oneri si attribuisce e si consegna alla storia come secondo edificio cristiano edificato nella città di Como. 

La Sagra di questo santo offre numerosissime animazioni, dalla musica, alla gastronomia, dai saltinbanchi alle giostre, dai giochi di collettività  alle iniziative più originali.

Un rito festante e solenne che ospita la grande Fiera Rurale, che comprende l’esposizione di bestiame (mucche, capre, pecore e animali da cortile di ogni genere) nonche macchinari e prodotti agricoli per ogni settore ed esperienza.

In passato la sagra di San Provino di Agno rivestiva grande importanza e coinvolgeva tutta la regione del Luganese: era la prima sagra al termine di una lunga stagione invernale. Per gli emigranti che si apprestavano a partire era un momento d’incontro; per le famiglie, in particolare per i bambini, il santo, era sinonimo di divertimento: a loro si comperava uno zufolo e si permetteva di aggirarsi tra il tiro a segno, le giostre, la musica, le bancarelle con zucchero filato, frutta secca e confetti. I giovani della regione sceglievano la sagra di San Provino per “dichiararsi”, complice l’atmosfera di festa e allegria; alle ragazze si regalavano i fiori di carta o di stoffa offerti sulle bancarelle. Gli adulti si trovavano all’osteria, dove si gustavano i tradizionali ravioli dolci. Nello spazio dedicato alla fiera del bestiame si contrattava e si facevano affari.

Oggi è tutto un pochino diverso da allora ma latradizione vede ancora gli abitanti della valle e i visitatori esterni, uniti nella gioia e nella consapevolezza che codesto è il santo che si impone all’arrivo di ogni nuova e bella stagione.

A cura di Pietro Vagli Viello.


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