Il San Gottardo: una storia leggendaria

La geografia svizzera è estrema: si va da strade lunghe e tortuose, a zone strette e ripide, con profonde gole. Per attraversare le Alpi, tuttavia, oggi non sono più necessarie ore a bordo di elefanti, come fece Annibale, o a piedi, o a bordo di carrozze trainate dai cavalli del primo postale.

By "Unser Gotthard", Lüönd/Iten, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2543329

Per arrivare nello splendore del Canton Ticino, o, viceversa, per andare a nord delle Alpi, già nel tredicesimo secolo si utilizzava il passo del San Gottardo; una mulattiera che venne poi sostituita all’avvento della carrozza Postale, La Posta, cambiando tutto. Efficiente, veloce, trainata da cavalli, trasportava lettere e pacchi attraverso le Alpi stesse.

Nel 1882 la rivoluzione: l’arrivo del treno, con la Ferrovia del Gottardo, trasformò in modo radicale il viaggio dal nord al sud e viceversa: la costruzione del primo tunnel alla base del Gottardo, cofinanziato da investitori privati e pubblici, svizzeri, italiani e tedeschi fu un vero stravolgimento del modo di viaggiare. Nel 1882 avvenne la sua inaugurazione: un magnifico tunnel già a doppio binario di 15 chilometri di lunghezza che univa Göschenen, a nord, nel Canton Uri, ad Airolo, a sud, nel Canton Ticino.


Nel suo primo anno di apertura, il tunnel vide il passaggio di ben 250.000 passeggeri e 300.000 tonnellate di merci. Numeri impressionanti se si pensa all’epoca, che non era certo caratterizzata da gransi sposatamenti come oggi. Solo pochi anni dopo, nel 1909, le FFS assunsero il ruolo di gestore di questa linea ferroviaria ormai giunta al rango di leggenda, essendo divenuta non solo la prima con un tunnel di tale portata, bensì, la via privilegiata di attraversamento delle Alpi e giudicata indispensabile.

Se il tunnel stradale del Gottardo è stato aperto nel 1980, è dal 2000 che si è scavato il nuovo tunnel ferroviario.

Da allora ne è passata di acqua sotto ai ponti, e letteralmente: l’acqua usata durante la costruzione del nuovo tunnel di base del Gottardo è stata utilizzata in modo intelligente e riciclata: poichè a seconda dello spessore della roccia che si stava scavando la temperatura dell’acqua varia da 20 a 40 gradi centigradi, esse è stata convogliata in tubi per essere utilizzata come risorsa geotermica per riscaldare le case dei dintorni.

Lavori enormi, iniziati diciassette anni fa, lavoro durissimo da parte di molte squadre di uomini, la costruzione di fresatrici enormi in scala del tunnel, l’uso di esplosivi, hanno condotto alla realizzazione del nuovo gioiello di ingegneria che è il nuovo tunnel di base del San Gottardo: il più lungo tunnel ferroviario del mondo, con 57 km di copertura, di cui 2,3 km sotto la roccia. In solo venti minuti porta da Erstfeld a Bodio. I viaggio da Nord a Sud e viceversa hanno guadagnato già molti minuti. Con la futura apertura del tunnel del Ceneri, nel 2020, le città di Bellinzona e Lugano saranno unite da una strada completamente piatta. Considerato un’estensione del tunnel del Gottardo, questo tratto finale ridurrà ulteriormente i tempi di percorrenza fra Zurigo e Milano: ci si metterà meno di tre ore, contro le 4 attuali.

Ma il vantaggio non sarà solo in termini di tempi di percorrenza, bensì anche in termini di treni merci che possono transitare: si possono utilizzare treni merci pesanti, alleggerendo le strade dal loro carico di traffico e conseguente inquinamento.

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