L’”industria dei forestieri” in Ticino e il suo sviluppo con l'avvento della ferrovia

Oggi l’industria del turismo in Ticno è un settore importante dell’economia, e il Cantone è meta di moltissimi turisti, che cercano nella regione a sud delle Alpi il tipico clima mite, la vegetazione mediterranea e le bellezze locali.

Monte Generoso

Monte Generoso

Locarno, ben prima dell’avvento della ferrovia, era già meta di molti turisti stranieri, al tempo chiamati forestieri, e aveva già una fiorente industria del turismo, alimentata dall’apertura della navigazione sul lago nel 1826. Questa innovazione permise di raggiungere Locarno dalle rive del Lago Maggiore lombarde e piemontesi, ovvero dai forestieri. Costoro, qualche anno più tardi, potevano agevolmente raggiungere le rive italiane del lago grazie alla ferrovia che da Novara portava ad Arona, inaugurata nel 1855, e che favorì le località italiane di Stresa e Pallanza, ma anche quelle località che potevano da lì essere raggiunte via battello a vapore.

Il Lago di Lugano dovette attendere una propria società di navigazione fino al 1848, ma durò solo tre anni, dopodiché fallì. E solo nel 1855 fu fondata la Società di Navigazione a Vapore sul Lago, il cui fiore all’occhiello fu il battello Ceresio, utilizzato sia come mezzo di trasporto sia come battello per viaggi turistici. Nel 1881 la società fu ristrutturata e prese il nome di Società di Navigazione e delle Ferrovie pe Lago di Lugano (SNL), che nacque con lo scopo di gestire non solo la navigazione del lago Ceresio, ma anche con il progetto di creare una Ferrovia Economica dei Tre Laghi, ovvero una ferrovia che avrebbe collegato Lugano con Bellarma (Lago di Como) e Luino (Lago Maggiore), realizzando con un ampio anticipo la regione transfrontaliera che si sta creando oggi in termini di trasporti e non solo. Il progetto, forse troppo avanzato per l’epoca, era stato ideato da Antonio Battaglini e dall’ingegner Clemente Maraini, entrambi di Lugano, non venne mai realizzato, ma la società di navigazione gestì fino al 1918 anche le due ferrovie italiane Porlezza-Menaggio (dal 1884) e Ponte Tresa-Luino (dal 1885).

Mentre Locarno e Lugano furono avvantaggiate nello sviluppo dell’industria dei forestieri dalla loro posizione sulle rive di due splendidi laghi, Bellinzona, nonostante una posizione strategica nell’asse nord-sud, non ebbe giovamento particolare dai nuovi sviluppi di vie di comunicazione. E fu nelle due città rivierasche che si sviluppò, di conseguenza, l’industria alberghiera, con grandi strutture ricettive in stile internazionale, quali il Grand Hôtel di Locarno, il du Parc a Muralto, lo Splendide e il Beau-Séjour a Lugano, e altri ancora in altre località della riviera. La relazione fra lo sviluppo delle ferrovie e il turismo è resa evidente dalla posizione strategica, vicino alle stazioni, di alcuni di questi antichi e magnifici hotel. Le linee ferroviarie che dal nord delle Alpi correvano, attraverso il San Gottardo, verso il sud, trasportarono moltissimi viaggiatori in cerca della mitezza del clima mediterraneo del ticino e di bellezze latine, come venivano ritratte nei cartelloni pubblicitari d’epoca.

A seguito dell’avvento della ferrovia, della navigazione a vapore sui laghi e dell’arrivo di moltissimi turisti, si svilupparono anche altre forme di trasporto in Ticino, per agevolare gli spostamenti dei turisti sul territorio, e perchè potessero godere appieno dei panorami mozzafiato sulla città e sul lago, nonchè raggiungere vette dal clima ancora più salubre. Oltre alle ferrovie nazionali, si svilupparono dunque tratte locali: il primo servizio di trasporto pubblico ticinese fu la funicolare della stazione di Lugano, azionata da un sistema idraulico e a binario unico con scambio automatico e due vetture che si incrociavano a metà percorso, ed entrò in funzione immediatamente dopo la navigazione sui laghi e l’arrivo della Gotthardbahn.

Quando la Ferrovia del Gottardo fu progettata, per limitarne al massimo i dislivelli, si decise di costruire le stazioni di Lugano e Bellinzona fuori dal centro cittadino, situato troppo in basso, e questo costituì una difficoltà per i viaggiatori in arrivo per turismo e non solo che vi si dovevano recare, per cui la stazione di Lugano, quando venne aperto nel 1874 il ramo della Gotthardbahn che proveniva da Chiasso, fu collegata al centro da un servizio di carrozze a cavalli.

Nel 1886 venne inaugurata la funicolare: lunga 231 metri e con una pendenza del 248-253 per mille, ad azionamento idraulico. L’acqua che serviva per azionare il sistema idraulico era immagazzinata utilizzando due pozzi di decantazione, poi veniva incanalata in una tubatura, attraversava la galleria ferroviaria a sud di Massagno, entrava in un bacino di accumulazione sopra l’odierno tunnel di Besso, fino a scendere in profondità lungo i binari, entrare in un altro piccolo bacino e passare poi direttamente, mediante opportuni congegni, nei cassoni o serbatoi posti sotto le carrozze.

Nel 1890 venne inaugurata la funicolare del Monte San Salvatore, la prima ferrovia montana svizzera al sud delle Alpi, e la più ripida del mondo a quei tempi. Contemporaneamente venne inaugurata la ferrovia a cremagliera del Monte Generoso.

La “Società Monte San Salvatore”, fondata il 4 agosto 1872 per  promuovere il turismo in stretta relazione al monte, il cui fondatore e direttore generale era l’ex-maggiore garibaldino e deputato al parlamento italiano Stefano Siccoli, fu promotrice della prima idea di ferrovia montana e di tramvia a Lugano. Nella “Gazzetta Ticinese” del 20 agosto 1872, fece inserire un inserto nel quale proponeva la costruzione di un albergo e di un osservatorio astronomico in cima al monte San Salvatore, raggiungibili da Lugano sia attraverso una strada carrozzabile, sia per mezzo di una funicolare azionata con sistema idraulico. La priorità era quella di avere una strada e un albergo, seguiti poi dalla funicolare. Tuttavia il progetto non ebbe il successo sperato e per un decennio il monte e queste innovative idee caddero nell’oblio. Trascorsi questi dieci anni si ricominciò a parlare e a lavorare la progetto, ma fu solo nel 1890 che si arrivò, finalmente, a concludere la costruzione e ad inaugurare la tratta.

Nello stesso anno fu inaugurata la ferrovia che da Capolago porta ancora oggi in vetta al Monte Generoso, per la quale fu adottata la trazione a cremagliera doppia d’acciaio, sistema inventato dall’ingegner Abt e applicato anche alle ferrovie del Rothorn e del Rochers-de-Naye. 

Nel 1908 venne anche aperto il primo tratto della funicolare del Monte Brè, quello che da Cassarate porta a Suvigliana. Un tratto voluto da privati cittadini che intendevano costruire case per appartamenti in quelle zone e renderli più facilmente accessibili agli interessati all’acquisto. E nel 1912 fu inagurato anche il secondo tronco, quello che da Suvigliana porta alla cime del Brè e lo stesso anno fu aperta anche la strada carrozzabile Ruvigliana-Brè. Inizialmente si era pensato a una funivia, che era la novità di quegli anni, ma il progetto fu ritenuto troppo rischioso, a causa della mancanza di esperienza nel campo, essendo una tecnologia agli inizi, e fu invece accettata l’idea di una funicolare.

Fuicolare degli Angeli e Hotel Bristol

Fuicolare degli Angeli e Hotel Bristol

La funicolare degli Angeli fu invece aperta al pubblico il 24 luglio 1913. Essa era a trazione elettrica, con una lunghezza di 140 metri, ed era dotata di un vagone unico azionato da un contrappeso; il locale macchine fu collocato nella stazione a monte a forma di torretta. La fuicolare degli Angeli serviva soprattutto ai clienti dell’Hotel Bristol e fu oggetto di innumerevoli vicissitudini finanziarie, alle quali seguirono molti passaggi di proprietà. Quando nel 1981 chiuse l’hotel Bristol, le corse divennero stagionali, da marzo a ottobre, e gli utenti divennero sempre di meno. Nel 1987 il servizio venne sospeso per mancanza di clienti e pessimi conti finanziari.

Non solo ferrovie, navi, funicolari, e questo forse per chi non ne fosse al corrente sarà una sorpresa, poiché, mentre le cremagliere e le funicolari esistono ancora oggi, quest’ultimo mezzo di trasporto non si vede a Lugano da tantissimo tempo: nel 1896 Lugano fu la prima città a introdurre il tram, su iniziativa di un commerciante, Pietro Primavesi, e di un medico, Antonio Gabrini. Le prime linee tramviarie collegavano Piazza Manzoni a Cassarate, a Paradiso e a Molino Nuovo. Più tardi le linee tramviarie vennero ampliate, con l’introduzione di nuove linee e nuove zone della città collegate, ivi inclusa la stazione ferroviaria.

Tram a Lugano

Tram a Lugano

Locarno mise in funzione la funicolare della Madonna del Sasso solo nel 1906, e, sempre gestita dalla Società di Navigazione del Lago di Lugano, due anni dopo entrò in funzione la funicolare che da Santa Margherita porta a Lanzo d’Intelvi.

La funicolare Santa Margherita-Lanzo d’Intelvi fu collaudata il 22 settembre 1908 ed entrò in funzione il 29 seguente: partiva dalla località di Santa Margherita, vicina al confine svizzero, sulla sponda del lago di Lugano nel ramo di Porlezza dov’era anche l’approdo dei battelli della SNL. La linea aveva una lunghezza di 1,4 km con una pendenza media del 455 per mille e un tempo di percorrenza di 18 minuti, saliva in alto fino al Belvedere di Lanzo in località della Zocca, e conobbe molte difficoltà, tanto da essere spesso chiusa, in particolare durante gli anni delle due guerre e cessò, dopo essere passata di mano in mano, definitivamente l’esercizio nel 1977.

E anche Locarno si dotò di tramvia, nel 1908. Seguita, nel 1910, dalla prima tramvia a binario unico che collegava Chiasso a Mendrisio, per proseguire fino a Capolago e Riva San Vitale, nel 1910. A Chiasso si provvide subito a collegare il capolinea con la tramvia che proveniva da Como fin dal 1906.

Molti oggi non ricordano la presenza del tram nelle città ticinesi perchè è fin dal 1948 che si è iniziato a smantellarle, per terminare nel 1960, e a sostituire i tram con filobus e autobus.

Santa Margherita-Lanzo d'Intelvi

Santa Margherita-Lanzo d'Intelvi

2 commenti

B.Giovini :
Bell'articolo. La storia ci rappresenta l'evoluzione ed il futuro, nel bene e nel male, delle nostra contrade: rammentarci i cambiamenti ed illustrarli ai più giovani è doveroso e meritorio. | lunedì 23 maggio 2016 12:00 Rispondi
Valentina :
Buonasera, sto scrivendo una tesi di Master proprio sullo sviluppo del turismo nella Lugano di fine Ottocento e sarei interessata a prendere contatto con l'autrice di questo articolo! Spero vi sia la possibilità! Valentina | martedì 18 luglio 2017 12:00 Rispondi
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