Settembre 1924: inferno nel Canton Ticino

E’ una sera settembrina quando un vero e proprio tornado si abbatte sul cantone. II villaggio di Someo è investito da due frane. Una quindicina di morti. Ponti crollati. La ferrovia Locarno-Domodossola interrotta. Danni ingenti. Le cronache riportano anche i nomi delle vittime.

Un temporale intensissimo, e poi l’inferno. La parte maggiormente colpita è la Val Maggia, e in particolare Someo. Le cronache dell’epoca (La Stampa) raccontano:.

 

Durante l'uragano, si udì a Someo un fragore pauroso. A qualcuno, che si trovavi per la strada, parve che la montagna si staccasse. Il fragore fu immediatamente seguito dal rombo di una frana che staccatasi dall'alto si abbattè sul paese spazzando via nettamente alcune case. La gente atterrita usci all'aperto urlando e correndo all'impazzata.

La depositaria postale di Someo, una vecchia di 74 anni, tale Carolina Righetti, mentre attraversava il ponte con la nipotina fu sorpresa dalla frana che distrusse il ponte e la povera vecchia fu travolta tra le macerie. Pare che la bambina sia riuscita a salvarsi. Poco dopo una seconda frana precipitava sull'altra parte del paese travolgendo altre case.

La popolazione che è tagliata fuori dal resto della valle, passò la notte all'aperto, in affannose ricerche tra gli enormi cumuli di macerie e fra le montagne per ritrovare le vittime. Fino a questo momento il numero del morti è calcolato in una quindicina. Ecco un primo elenco dei morti: Vincenzo Tommasini, Adolfo Tommasinl, Caterina Della Vedova. Maddalena Gianotti, Domitilla Gianotti, Eustacchio Antoniazzi, Domenico Tommasini, Carolina Righetti. Vennero solo dissepolti dalle macerie Adolfo Tommasini, capo della Centrale elettrica di Ponte Brolla, travolto mentre col padre cercava di porre in salvo il bestiame, ed il vecchio Antoniazzi, di anni 86.

Quattordici sono le case completamente rase al suolo. La popolazione si trova senza luce e senza acqua. Il borgomastro del villaggio di Someo ha annunziato il disastro al Governo cantonale con queste parole; «Villaggio completamente distrutto. Numerosi morti e feriti. Inviate soccorsi ». La ferrovia di Valle Maggia è completamente distrutta. Il fiume Maggia è enormemente ingrossato e trasporta nel Lago Maggiore grande quantità di legna, mettendo in serio pericolo il ponte di Ascona, che stanotte dovette essere guardato dagli agenti di polizia e dai pompieri. I battelli della navigazione sul Lago Maggiore hanno dovuto interrompere le corse e fare scendere le scialuppe per pulire le ruote degli ingombri di legna. Il tubo principale che conduce l'acqua potabile a Locarno fu spezzato e la città è senza acqua.

La ferrovia Locarno-Domodossola dovette limitare il servizio fino a Camedo, ultima stazione svizzera, perchè il tronco italiano è ostruito causa la caduta di frane. Parecchie botteghe di Locarno sono inondate. Bellinzona allagata. Sul luogo, con le autorità, sono accorse una compagnia di soldati del genio ed un'altra di fucilieri. I lavori di sgombero dureranno vari  giorni. I danni materiali sono ingenti. Di altri danni si ha notizia dalla Valle Bleno, dove nelle vicinanze di Val Maggia un altro ponte fu asportato dalla piena. La stessa stazione ferroviaria venne invasa dalle acque. Ma Io spettacolo più impressionante per l'irruenza della fiumana veniva dato verso sera dall'aspetto di Biasca e di Bellinzona, che poco dopo il tramonto furono completamente allagate.

Altre gravi notizie giungono dalla zona della Cento Valli e dalla Valle Verzasca, dove una immensa quantità d'acqua è precipitata, producendo altri danni enormi e asportando in taluni punti la linea ferroviaria. Le linee elettriche di ponte Bolla sono in pericolo. La linea del Gottardo, fra le zone di Castione e di Claro, è completamente allagata e per parecchi chilometri le acque hanno raggiunto i 50 centimetri.”
frill

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